Le solitudini di Bergman

Marco Fo

Un momento dello spettacolo
Un momento dello spettacolo

O sei grande o non sei”, una condizione che si porta dietro un forte senso di esclusione, “un sentimento che Ingmar Bergman doveva conoscere molto bene”. Scrive nelle note allo spettacolo Gabriele Lavia che mette in scena Sinfonia d’autunno al teatro Mercadante di Napoli dal 27 gennaio al 1 febbraio. Nel ruolo di Charlotte (la Madre) una grande attrice, Anna Maria Guarnieri, con lei Valeria Milillo (la figlia), Danilo Nigrelli, Silvia Salvatori.

Lo spettacolo narra del rapporto conflittuale di una madre e di una figlia, lo stesso raccontato dall’omonimo celebre film del 1978, diretto dal regista svedese, ma riprendendo il testo originariamente nato per la scena (qui nella traduzione di Chiara De Marchi).

Il conflitto esplode in tutta la sua potenza quando la mamma (grande concertista che ha sempre anteposto il suo amore per la musica a tutto), dopo anni di silenzio è invitata a trascorrere una vacanza a casa di Eva, la figlia maggiore. Sensi di colpa, relazioni affettive incapaci di qualsiasi perdono e possibilità di salvezza si rivelano a poco a poco, disegnando quell’universo di grandi solitudini raccontato dal regista svedese sotto tutti i suoi aspetti. Lo stesso Lavia ne ha affrontato l’opera già precedentemente con “Scene da un matrimonio” e “Dopo la prova”.

Una scena
Una scena

 “Forse questa “esclusione” e questa “solitudine assoluta” – scrive ancora Gabriele Lavia – è la maledizione comune della nostra epoca. L’epoca del Nichilismo compiuto. La maledizione di Charlotte è il “pianoforte”. Per il “pianoforte” Charlotte è stata una pessima madre, una pessima moglie, una pessima amante. Per il pianoforte Charlotte ha rovinato la vita di tutti coloro che le sono stati vicino. E ha rovinato sé stessa. Tutta questa storia di “esclusioni”, di “privazioni” ruota intorno alla figura simbolica del pianoforte. Il pianoforte è il “demonio” che tradisce tutti, compresa lei, la pianista. Colpita da un “dolore” (alla schiena) Charlotte non sarà più una grande pianista. E in arte, ma forse anche nella vita, non ci sono mezze possibilità”.

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