Leggerezza cechoviana

Redazione

Una scena (foto di Fabio Donato)
Una scena
(foto di Fabio Donato)

Dopo il debutto dello scorso giugno nell’ambito del Napoli Teatro Festival 2014, Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov (regia di Luca De Fusco nella traduzione di Gianni Garrera) apre la stagione del Teatro Mercadante di Napoli, dove sarà in scena dal 19 al 30 novembre. Primo dei tre capolavori cechoviani dello Stabile con “Tre sorelle” e “Zio Vanja”, lo spettacolo è interpretato da Gaia Aprea, nel ruolo della protagonista Ljiuba, Paolo Cresta (Jaša), Claudio Di Palma (Lopachin), Serena Marziale (Dunjaša), Alessandra Pacifico Griffini (Anja), Giacinto Palmarini, (Trofimov), Alfonso Postiglione (Pišcik), Federica Sandrini (Varja), Gabriele Saurio (Epichodov), Sabrina Scuccimarra (Šarlotta), Paolo Serra (Gaev), Enzo Turrin (Firs). Le scene sono di Maurizio Balò; i costumi di Maurizio Millenotti; le luci di Gigi Saccomandi; le coreografie di Noa Wertheim; le musiche originali di Ran Bagno. “Ho sempre pensato – dichiara il regista – che Il giardino dei ciliegi fosse una storia “nostra”: questi nobili decaduti che vivono nell’inerzia, incapaci di reagire ai problemi posti dalla vita, questi dandy che si “sono mangiati il patrimonio in caramelle” o sono “morti di champagne”, somigliano a tanti racconti sull’aristocrazia napoletana incapace di entrare nella modernità”.

La vicenda è nota: l’aristocratica Ljiuba è di ritorno in Russia dopo una lunga residenza a Parigi. Appresa la gravissima situazione debitoria e lo stato in cui versa il patrimonio di famiglia, è costretta a mettere all’asta l’intera proprietà con il suo bellissimo giardino. Ad acquistarla sarà il ricco commerciante Lopachin, figlio di un vecchio servo della nobile casata.

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