LINO BARBIERI

Angela Matassa

Un momento dello spettacolo
Un momento dello spettacolo

E’ la sua prima volta “teatrale”. Lino Barbieri, attore, cabarettirsta, imitatore e trasformista porta a Napoli il suo ultimo spettacolo, Scusate se insisto. Al teatro Troisi di Napoli fino al 7 marzo, canta, balla, fa satira, imita. in Scusate se insisto di Lello Marangio: un sodalizio consolidato.
Una formula nuova?
“Sì. Anche se proporrò parte del mio repertorio con i personaggi più conosciuti e le imitazioni più divertenti, non sarò semplicemente il cabarettista che recita scketch: questa volta lo spettacolo ha un sapore teatrale. C’è una struttura ben organizzata, la regia di Gaetano Liguori, il corposo balletto con le coreografie di Ettore Squillace, la musica dal vivo”.
Ma sul palcoscenico vedremo politici e cantanti?
“S’, ci saranno Brunetta e Cocciante, Maradona, Prodi e Berlusconi”.
Come ti presenti al pubblico?
“Apro il primo tempo travestito da Tremonti che, in sala tra gli spettatori farà una colletta per i costosi ‘festini’, vista la crisi economica che attanaglia il Paese e il mondo intero”.
E’ uno spettacolo di denuncia?
“Il mio obiettivo è quello di far ridere, però cercherò di farlo in maniera anche utile, cogliendo il malcostume, riflettendo su alcune carenze che riguardano tutta l’Italia, non mi dedico solo a Napoli. Il nostro è un cocktail fatto di contenuti alti ma di un linguaggio immediato, evitando la retorica”.
Dunque di che cosa si parlerà?
“Di abusivismo edilizio, ma anche d’immigrazione o di barriere architettoniche, ce ne sono ancora tantissime e non solo fisiche. Di internet, d’inglesismi e virtualità. Non usiamo stereotipi, ma come si fa ad evitare la politica?”.
Reciti in italiano?
“Con qualche battuta in napoletano. Napoli è l’Italia e l’Italia è l’Europa. I problemi sono gli stessi”.
Userete anche delle proiezioni.
“Sì, mi servirò di alcune vignette per ironizzare sulle nuove   abitudini, per esempio ci sarà l’immagine di una nonnina con il corpo palestrato, vedremo la Carfagna prima e dopo le elezioni e così via”.
E da buon trasformista, nel finale, in otto minuti diventerà dodici cantanti. Come farai?
“Mi aiuteranno le ballerine che in scena mi passeranno diverse parrucche, così sarò Lucio Dalla e Joe Cocker, Zucchero e Pino Daniele, Ray Charles e Eros Ramazzotti”.
Dalla Carrà a Carosone al Bagaglino  di maestri ne  hai avuti.
“Li ricordo tutti con grande rispetto. Oreste Lionello dava del ‘lei’ anche ai giovanissimi e lì, qualunque fosse la parte da interpretare, si facevano giorni e giorni di prove”.
Ti esibisci nel teatro che porta il nome di un nostro grande artista: Massimo Troisi. Lo hai conosciuto?
“Fortunatamente sì. E mi ha colpito molto per la bravura e per per la sua semplicità. Era una grande persona”.

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