L’interrogatorio mette a nudo lo spettatore

Renato Aiello

Adattato e diretto da Giuseppe Bucci, alla Galleria Toledo – Teatro Stabile d’Innovazione a Napoli nei Quartieri Spagnoli è andato in scena l’8 e il 9 febbraio 2022 “In casa con Claude”, dopo un recente passaggio anche all’OffOffTheatre di Roma. Dal noto testo canadese di René-Daniel Dubois il regista Bucci ha attinto per i dialoghi dello scontro serrato tra il commissario di polizia e il giovanissimo prostituto reo confesso, conferendo però alla vicenda una dimensione quasi atemporale, metafora dell’esistenza di ogni tempo, privata pertanto di coordinate spaziali e geografiche precise.

Una bella sfida nella sala di via Concezione a Montecalvario, considerando la drammaturgia ormai un po’ datata e collocata nel secolo scorso, in piena emergenza AIDS degli anni ’80 e con lo stigma feroce affibbiato agli omosessuali dell’epoca, per di più se dediti alla prostituzione.

Lo spettacolo, presentato da “I due della città del sole”, funziona grazie al flusso di coscienza ed emozioni che travolge il giovane escort omosessuale, interpretato dal giovanissimo Andrea Verticchio, classe 1999, intenso e affilato nel suo monologo finale.

Nell’implacabile interrogatorio condotto dall’attore Carlo di Maio, il ragazzo alterna i ricordi sbiaditi a momenti di autentico tilt nella mente: un cortocircuito di parole, danza, movimenti e ammiccamenti espliciti che rende bene l’idea dell’ambiente tossico in cui si muove il protagonista, fatto di alcol e droghe. Due sedie e una serie di specchi costringono questi duellanti a fare i conti con sé stessi e con le conseguenze delle loro azioni (le scene sono di Filippo Stasi, mentre le musiche originali sono di Jo Coda, aiuto regista è Anna Bocchino).

Accusatosi dell’efferato omicidio di Claude, unico vero amore della sua vita dopo uno stuolo di amanti e clienti incontrati fino a quel momento tra discoteche, locali, case e appuntamenti sul “monte”, il giovane gay crollerà solo davanti alle memorie nitide del sentimento provato per il suo partner, e dopo un estenuante confronto sigillato da un vero e proprio bagno di sangue. Il sangue della verità, della colpa, del misfatto, di quel delitto passionale che al commissario appariva così insensato e senza possibili spiegazioni, mostrato sul corpo nudo del giovane uomo solo in un lampo di luce, e solo alla fine. Un volto sporco di sangue e rigato dalle lacrime che difficilmente si dimentica.

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