Lunetta Savino è la madre di Zeller

Redazione

Nel testo La madre, Florian Zeller indaga con estrema acutezza il tema dell’amore materno e le possibili derive patologiche a cui può condurre. Con il clamoroso esordio cinematografico per il film “The Father – Nulla è come sembra”, tratto dalla sua pièce teatrale Le Père, il regista fu vincitore nel 2021 del Premio Oscar alla migliore sceneggiatura non originale e dell’European Film Award alla migliore sceneggiatura. L’Oscar fu assegnato anche ad Anthony Hopkins, come miglior attore protagonista . Lo spettacolo arriva a Napoli, al Teatro San Ferdinando dal 14 al 24 marzo 2024. Diretto da Marcello Cotugno, è interpretato da Lunetta Savino e Andrea Renzi, con Niccolò Ferrero nei panni del figlio e Chiarastella Sorrentino in quelli della ragazza.

La madre (La mère), portato in scena a Parigi nel 2010, è il primo capitolo di una “trilogia teatrale” che, il 45enne drammaturgo, scrittore e regista francese, Florian Zeller dedica al tema della famiglia, e che comprende Le Père (Il padre) del 2012 e Le fils (Il figlio) del 2018.

Lunetta Savino e Niccolò Ferrero

Ne La madre, la “partenza” del figlio, ormai adulto, viene vissuta dalla donna come un vero e proprio tradimento, come abbandono del nido, cui si aggiunge una decadenza dell’amore coniugale in atto da tempo.

«Anna – annota il regista – è una madre ossessionata da una realtà multipla. Una sorta di multiverso della mente, in cui le realtà si sdoppiano creando un’illusione di autenticità costante in tutti i piani narrativi. Il suo mondo è un luogo in cui lei non si riconosce più, isolata da un ménage familiare che l’ha espulsa.

Ma la responsabilità di questa solitudine – continua Marcello Cotugno – non sta, forse, anche nell’aver rinunciato alla vita? Abdicare ai sogni, alle speranze e ai desideri unicamente per dedicarsi al proprio unico figlio maschio su cui riversare frustrazioni, rimorsi e ideali d’amore non è forse un cammino che inclina pericolosamente verso la disperazione? Ma dai ricordi di Anna si può immaginare un risveglio?

Nella sua mente di madre si affastellano ora sequenze oniriche ora situazioni iperrealistiche che, alla fine, non sembrano essere né un vero sogno, né la banale realtà del presente, ma una vertigine ipnotica e crudele dalla quale risvegliarsi è impossibile». ».

Le scene dello spettacolo sono di Luigi Ferrigno, le luci di Pietro Sperduti, i costumi di Alessandra Beneduce.

 

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