L’UNIVERSO CHE NON SI ARRENDE

Gioconda Marinelli

Con lo sguardo rivolto all’universo femminile dolente ma sempre combattivo, Dacia Maraini nel suo ultimo libro La ragazza di via Maqueda (Rizzoli, pagg. 271, euro 18,50) racconta storie di donne incastonate nei luoghi  che hanno attraversato il suo tempo: la Sicilia che la accolse bambina dopo la guerra e in cui  la scrittrice racchiuse il personaggio di Marianna Ucrìa”, la piccola mutola segnata nel corpo e nell’anima, ma ricca di  forza e determinazione.

Roma legata agli anni giovanili e agli amici ormai scomparsi come Pier Paolo Pasolini e l’Abruzzo, il rifugio della maturità dove nel silenzio la scrittura si fa viva e profonda. “ Esiste una geografia della narrazione? I piedi camminano e “li cunti” seguono?,  scrive la Maraini e si domanda: perché cullare negli occhi della mente luoghi che si sono snaturati, si sono odiosamente trasformati sotto la mano impudente e rapinatrice dell’ homo construens?

Animata da un forte senso della giustizia, indignata per le sopraffazioni e le violenze continue del nostro tempo, affronta la prostituzione minorile, le miserie umane, il degrado dell’ambiente, la disperazione, ma mai la rassegnazione e la rinuncia.

 

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