“Maria Stuarda” in scena al Teatro di San Carlo

Maresa Galli

“Maria Stuarda”, l’opera di Donizetti, secondo capitolo della “Trilogia Tudor”, monumento al belcanto, è in scena al Teatro di San Carlo dal 20 al 29 giugno. L’opera fu bloccata dalla censura all’ordine del giorno nell’Italia della Restaurazione. Il San Carlo, nel 1834, commissionò un’opera nuova a Gaetano Donizetti, che fu conquistato dal soggetto del dramma omonimo di Friederich Schiller, tradotto in italiano da Andrea Maffei, affidato al librettista Giuseppe Bardari. A Napoli l’opera non andò in scena, vietata dalla censura borbonica, e si dovrà attendere il 1835 per il suo debutto al Teatro alla Scala. Fin dal secolo scorso, sono state solo due le rappresentazioni di “Maria Stuarda” al Lirico. Nel 1968 Leyla Gencer fu protagonista nel ruolo del titolo e, accanto a lei, Shirley Verrett nel ruolo di Elisabetta. Nel 2010 l’opera ebbe quale interprete Mariella Devia, e Sonia Ganassi nel ruolo di Elisabetta. L’opera in scena al Teatro di San Carlo si avvale della regia di Jetske Mijnssen, una coproduzione internazionale del Teatro di San Carlo con la Dutch National Opera e il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia. Riccardo Frizza, esperto donizettiano e direttore del “Festival Donizetti”,  di Bergamo, dirige Orchestra e Coro del Lirico di Napoli, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. Nello spettacolo il Balletto del Teatro di San Carlo diretto da Clotilde Vayer. Firma le scene Ben Baur, i costumi Klaus Bruns, le luci Cor van den Brink. Lillian Stillwell cura la coreografia, Luc Joosten la drammaturgia.

Le due regine

IL CAST

Pretty Yende è Maria Stuarda, al suo debutto nel ruolo, mentre Aigul Akhmetshina interpreta il ruolo di Elisabetta. Francesco Demuro interpreta Roberto, Carlo Lepore Giorgio Talbot. Completano il cast Sergio Vitale, Lord Guglielmo Cecil e Chiara Polese, Anna Kennedy.

Un momento dello spettacolo

LA CRITICA

Una brillante regia, quella di Jetske Mijnssen, che ben sottolinea il viaggio interiore e le emozioni dei personaggi. Due regine “intrappolate tra enormi muri scuri”, per rendere oppressione e insieme bellezza, con una scenografia opprimente e favolosi costumi che disegnano scene come quadri d’epoca.

Anche in “Maria Stuarda”, come in “Anna Bolena”, compare Maria infante con la sua bambola, entrano in scena danzatori e mimi che completano la storia tragica delle due regine. Un ottimo cast vocale e oltre dieci minuti di applausi alla prima, in particolare alle due magnifiche regine.

(foto di Luciano Romano)

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