Maria Stuarda: rapporto tra femminilità e potere

Anthea Principe

Maria Stuarda rappresenterà “un momento rituale iniziale, una vestizione che sarà un grande prologo, catartico, da fare assieme al pubblico”. Così il regista Davide Livermore, che porta in scena il dramma di Schiller al Teatro Mercadante di Napoli, da mercoledì 6 a domenica 10 dicembre 2023.

Di sera in sera, Laura Marinoni e Elisabetta Pozzi, si scambieranno i ruoli delle due regine cugine: la regnante Elisabetta I d’Inghilterra e la rivale Maria Stuart.

La storia è nota: col pretesto dell’omicidio del marito, Maria è prigioniera in Inghilterra per le sue pretese sul trono inglese, che appartiene alla cugina Elisabetta. Quest’ultima esita a firmarne la condanna a morte e Maria spera di essere graziata, affidandosi anche al sostegno di Mortimer, nipote del suo custode. L’incontro tra le due donne sfocia in un litigio, poiché Maria non vuole sottomettersi alla volontà della cugina e Mortimer prova a liberare la regina di Scozia, ma il tentativo fallisce. Elisabetta si decide a firmare la condanna per la cugina, a causa delle pressioni che subisce da parte del popolo, senza però fornire alcuna indicazione precisa. Ciò fa ricadere l’intera responsabilità dell’esecuzione sul sottosegretario di Stato e su Lord Burleigh, che fa decapitare Maria.

Maria Stuarda. La scena (foto di Masiar Pasquali)

«Nel trovarci di fronte queste due gigantesche figure, non possiamo non chiederci quanto e come la donna abbia dovuto interiorizzare certi meccanismi maschili della gestione del potere.- spiega Livermore – Un gioco di ruoli virtuosistico per svelare come in fondo i due opposti siano la stessa cosa, quanto questa cruenta dualità non sia altro che un riflesso dell’Uguale. Il contraltare di Maria diventa così Elisabetta che incarna tutte le modalità maschili per regnare e sopravvivere. Alla base del mio teatro c’è il rapporto con l’armonia al servizio della poesia di monteverdiana memoria. La parola parlata e la parola intonata saranno sostenute sempre da una ricerca sonora che parte dalla voce delle attrici stesse».

In scena con le protagoniste, una numerosa compagnia. Le musiche sono di Mario Conte, Giua. Costumi delle regine di Dolce & Gabbana. costumi Anna Missaglia. Allestimento scenico di Lorenzo Russo Rainaldi. Traduzione di Carlo Sciaccaluga.

(La foto di copertina è di Alberto Terrile)

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