Maurizio de Giovanni e i suoi fantasmi

Angela Matassa

Devono proprio piacere i fantasmi a Maurizio de Giovanni. Così come le anime dei morti che molto spesso appaiono nei suoi testi. Dalle avventure del commissario Ricciardi, che vede e parla con gli spettri delle vittime su cui indaga, al bel film “Il silenzio grande”, dove compaiono come protagonisti della vicenda.

Così accade anche nella piéce La scatola di biscotti. L’ultimo testo teatrale andato in scena, a Napoli al Teatro San Ferdinando prodotto dallo stabile partenopeo, e poi in tournèe.

È una storia che parla di ricordi, di rimpianti, di svolta di vita. Una storia didascalicamente narrata e rappresentata, fatta salva dalla bravura della protagonista.

Marina Confalone, nei panni di Nancy, usa tutte le sue arti sceniche e di attrice di razza, per raccontare la vita di una giovane ambiziosa che, lasciato il paesino natale, si trasferisce a Roma per far carriera come agente teatrale. E il successo arriva.

Marina Confalone

A distanza di trent’anni, dopo un silenzio che ha attraversato tutta la sua vita, cancellando i rapporti con le origini, l’infanzia e l’adolescenza, ritorna nella terra natìa per il funerale della madre, con la quale non aveva più avuto rapporti.

Qui, nell’antica casa di famiglia, si incontra e scontra con i ricordi. E nella vecchia scatola di biscotti di latta, trova la vita fotografica degli anni trascorsi.

Ed ecco che appaiono i fantasmi, i personaggi principali della prima parte della sua vita: il chitarrista primo amore (Andrea Cioffi), la sua migliore amica (Silvia D’Anastasio), la mamma (Chiara Baffi). Naturalmente tutti giovani.

Personaggi che parlano in uno slang comprensibile ma poco elegante. Tutto è messo in discussione: il lavoro, gli amici, gli amori. Ripercorrendo le tappe di un’esistenza di successo ma vuota di valori e sentimenti, il bilancio è a favore di un ritorno definitivo a casa. Ai rapporti a dimensione d’uomo, alla lentezza, caratteristici di un piccolo paese di campagna. In un momento in cui tutto è stato vissuto.

Ma la magia teatrale manca. Un cenno di fantastico è nella voce di Tony Laudadio, il pesciolino rosso, che dalla bolla in cui nuota sempre in tondo, l’accompagna e le dà suggerimenti. Altro personaggio in voce (Andrea Renzi, anche regista dello spettacolo) è l’attuale compagno della donna.

Grandi applausi per lo scrittore più amato dai napoletani, che sta dando voce alla sua arte creativa attraverso tutti i mezzi di comunicazione.

 

 

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