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MIRACOLO IN TV

Angela Matassa

Napoli non si misura con la mente di Manlio Santanelli (12 giugno, cinema Filangieri, ore 17, 19, 21.30, 22.45) è un progetto iniziato durante la prima edizione del Festival con il workshop diretto dal drammaturgo, il cui tema ruotava intorno al ruolo della dimensione religiosa nella città partenopea e all’incidenza che il soprannaturale esercita sull’immaginario collettivo. A seguito di questo laboratorio il Festival ha commissionato a Santanelli il testo che quest’anno è stato portato in scena da Serena Sinigaglia nella sede Rai di Napoli. La storia parla di un miracolo che accade in uno studio televisivo: il cameraman Pasquale Ruoppolo nel bel mezzo di un talk show cade in una sorta di trance mistica urlando “‘a maroooonnaaa!”. Questa visione dura giusto il tempo dell’annuncio. L’apparizione, e il trambusto che segue, si sgonfiano con la stessa rapidità con cui si sono manifestati smascherando la logica impietosa dei media: persino i miracoli per  esistere devono accadere in tv!”. Giocando su questo “scambio” la regista della versione televisiva Claudia De Toma confeziona un film in cui cinema, teatro e televisione si fondono creando un linguaggio unico. Un “teatrotelevisivo”, come lo definisce Serena Sinigaglia.

E lei, Santanelli, che cosa ne pensa?

“Questo lavoro è giunto a una prestigiosa realizzazione. Nasceva come lavoro teatrale che dalla pagina si trasformava in scena. Invece poi, è traslocato in televisione”.

Che cosa è successo nel passaggio?

“Nei traslochi fisici si perde sempre qualcosa: libri, pacchi, scatole, qui non ci sono state grandi perdite, ma è un altro lavoro. Il primo incontro in Rai non fu felice per un’obiezione che mi fecero: l’operaio – mi chiesero – vede veramente la madonna?”

Cioè?

“Mi chiarirono che la tv deve dare allo spettatore delle certezze. Fu strano per me che da trent’anni scrivo di enigmi. In fondo quando vogliono televisione basta che commissionino testi adatti alla tv. Dopo vent’anni di tv non ho problemi a farlo. Bisogna usare una grammatica diversa, un linguaggio che parli per immagini, piuttosto che con la parola.  L’ambiguità, l’enigmitas sono il sangue del teatro moderno, si persono fuor dalla scena. Ci si è mai chiesti se Godot esiste davvero?”

Che ambientazione aveva immaginato per questa storia?

“Avevo sperato che si svolgesse in uno studio della Rai nazionale, invece è stato trasferito in una tv locale”.

Ma riconosce la sua opera oppure no?

“La Sinigaglia ha fatto un buon lavoro pur se è stata modificata la regia sia teatrale che televisiva, ma il cofanetto con dvd e testo originale dà la possibilità allo spettatore di rendersi conto dei cambiamenti effettuati nell’adattamento”.

 

 

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