Nanni Moretti regista dei Diari d’amore

Maresa Galli

Il Teatro Mercadante di Napoli ha ospitato due eventi di Nanni Moretti. Dopo il reading da “I Sillabari” di Goffredo Parise, Moretti firma la sua prima regia teatrale, portando in scena “Diari d’amore”.

“Dialogo” e “Fragola e panna” sono due atti unici di Natalia Ginzburg. “Ho scelto “Dialogo” – spiega – perché si tratta di una commedia molto compatta con un grande ritmo (qualcuno mi ha detto che gli ricorda certe commedie di Lubitsch). “Fragola e panna”, più ostica, mai stata rappresentata a teatro e ho voluto raccogliere questa sfida”, conclude il cineasta.

“Diari d’amore”, realizzato grazie ad una coproduzione internazionale, si avvale di un ottimo cast. Valerio Binasco, Daria Deflorian, Alessia Giuliani, Arianna Pozzoli, Giorgia Senesi. Le scene sono di Sergio Tramonti, le luci di Pasquale Mari, i costumi di Silvia Segoloni. Natalia Ginzburg, conosciuta per i suoi lavori teatrali “Ti ho sposato per allegria” (1966), “La segretaria” (1967), “L’inserzione” (1968), “La poltrona” (1985), “L’intervista” (1985), autrice di magnifici romanzi quali “Lessico famigliare” e “Caro Michele”, descrive come pochi la crisi del mondo borghese e i suoi valori.

Moretti. La locandina

Un distacco apatico, l’indifferenza, l’inerzia hanno preso il posto della rabbia, delle passioni, dei conflitti all’interno della coppia. Con ironia, con apparente leggerezza, la scrittura teatrale mostra il vuoto di esistenze smarrite, ritratto di un’epoca che cambiava. Come scrisse Pietro Citati, nessuno scrittore italiano capisce, come la Ginzburg, cosa sia una famiglia. “Alla fine – scrive Citati – non siamo legati nemmeno dall’affetto ma da una rete, tanto più oscura, invincibile e complice, di abitudini vissute insieme”.

Ecco che unione, fedeltà, amicizia, diventano concetti superati, fragili come la natura umana, raccontati con una vena ironica, con stile semplice e quasi musicale.

Lo spettacolo, sottolinea Binasco, brillante protagonista delle pièce, dovrebbe chiamarsi “Diari del disamore”. “Ginzburg – spiega – ha una penna leggera, ma scava gli animi, e i suoi sono personaggi ritratti con incredibile maestria psicologica, degna di autori come Čechov”.

Moretti ha rappresentato il copione con rigore, con rispetto assoluto della scrittura dell’autrice, con delicatezza. Per qualcuno la regia di Moretti è “invisibile”, quasi assente, ma conoscendo il regista si tratta di una scelta ponderata, per lasciare la scena alla bellezza delle parole scelte dalla Ginzburg – potenti nella loro semplicità – per raccontare un mondo di affetti e di cambiamenti nelle relazioni di coppia sul finire degli anni ’60. Tanti applausi all’ottimo cast.

(ph di Luigi De Palma)

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