Nest, stagione 2014/2015

Anita B.Monti

La nuova sala partenopea
La nuova sala partenopea

Oltre a Ennio Fantastichini e Sergio Rubini come testimonial d’eccezione, il Collettivo Nest (Adriano Pantaleo, Giuseppe Miale Di Mauro, Francesco Di Leva, Carmine Guarino, Giuseppe Gaudino, Andrea Vellotti) ha conquistato anche Antonio Latella. Il regista partenopeo (in tournée con l’interessante e controverso “Natale in casa Cupiello”) sarà presente nella stagione dello spazio di San Giovanni a Teduccio a Napoli, inaugurato lo scorso novembre. “Per militanza culturale”, fa sapere. Perché, con tutta la compagnia, condivide l’investimento personale dei quattro giovani attori e del folto gruppo che li affianca nell’avventura. Il 6 giugno, Latella terrà un incontro pubblico sul senso della direzione artistica, raccontando l’esperienza del progetto “Fondamentalismo” che ha condotto nel 2010/2011 al Nuovo.

Il Nest (Napoli Est Teatro) rappresenta una sfida anche sociale in un quartiere in cui “i ragazzi non hanno mai visto un teatro”, dicono i fondatori. In collaborazione con l’Associazione “Gioco, immagine e parola”, diretta da Maria Rosaria Teatro, lavorano a tempo pieno in un luogo che è scena ma anche laboratorio aperto a tutti dai bambini agli adulti, con corsi di alimentazione, trucco, cineforum ed altro ancora.

Francesco Di Leva mostra l'abbonamento
Francesco Di Leva mostra l’abbonamento a forma di pistola

Per finanziarsi e sostenere le spese che li ha visti impegnati cinque anni per trasformare una palestra abbandonata in teatro, dicono di aver imposto una sorta di ‘pizzo culturale’ alle banche, ai ristoranti, agli alberghi locali per soddisfare le esigenze delle compagnie che andranno a rappresentare i loro spettacoli. Scherzano sui termini e sui modi scegliendo come slogan: “L’unica arma è la cultura” e dando forma di pistola al depliant. Staccando uno spettacolo alla volta, sarà automaticamente eliminata.

Il cartellone comprende otto spettacoli, scelti tra “i più interessanti visti in Italia e mai giunti a Napoli”, spiega Adriano Pantaleo, più quattro di compagnie giovani.

La stagione si apre il 14 e 15 febbraio con “Figli di un brutto Dio” di Paolo Mazzarelli e Lino Musella (Premio Le Maschere 2014); segue la compagnia pugliese Fibre parallele con “Furia de sanghe–emorragia cerebrale” (21-22 febbraio). A marzo Alessandro Bardani (David di Donatello) ha scritto e dirige “N.N. – Non è mai troppo tardi”; Oscar De Summa in “Stasera sono in vena”; Gianfranco Berardi (che manca da parecchi anni dalla nostra città) e Gabriella Casolari rappresentano “In fondo agli occhi” per la regia di César Brie (Premio Scenario) sulla cecità reale e metaforica. Ad aprile arriva Ippolito Chiariello, inventore del “barbonaggio teatrale”: chiuso in un box propone un menù di performance e pièce per strada. Al Nest porta “Psycho killer – Quanto mi dai se ti uccido?”; seguono Pino Carbone con “Luci della città – Chaplin/Cucchi”; Carmine Borrino riporta il suo “Franceschiello. Un Amleto re di Napoli”. Il 2 e 3 maggio Walter Leonardi è “A-Man. Gli uomini, le nuove religioni e le altre crisi”; il 9 maggio Alessandro Haber ha chiesto ai ragazzi di partecipare alla stagione con “Tra pensieri e parole” per cui vorrà – ha detto – “tanti giovani a teatro”. Il 16 maggio il gruppo Punta Corsara – 369 Gradi nello spettacolo-conferenza “Il convegno”.

Chiude il 17 maggio la Compagnia Nest con “Love Bombing”. “E’ un testo nato un anno fa – chiarisce Miale Di Mauro, che ne è autore, interprete e regista – e parla della mancanza di umanità. Ho immaginato che l’Islam vincesse la sua guerra e solo cinque persone sopravvivessero chiuse in un bunker. Si parla di due guerre, che rendono tutti uguali e privi di umanità”.

I prezzi: 12 euro l’ingresso singolo (10 il ridotto). 80 euro (65 il ridotto) per l’abbonamento. Ogni sera saranno riservati quattro posti gratuiti ai ragazzi di età inferiore ai diciotto anni.

La nostra speranza – conclude il Collettivo – è che la nostra ‘casa’ possa diventare quella di tutti i giovani che soffrono l’assenza di un luogo dove creare, provare e mettere in scena”.

 

 

 

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