Notte magica a Villa Favorita

Maresa Galli

Eduardo De Crescenzo
Eduardo De Crescenzo

Gran finale per la Grande Musica del XXVII Festival delle Ville Vesuviane, dopo aver eventi multidisciplinari dedicati alle tradizioni del Settecento napoletano, alla melodia napoletana antica e contemporanea, a Giacomo Leopardi e alla scoperta dei beni paesaggistici e architettonici del Miglio d’Oro. Litfiba, Francesco Renga ed Eduardo De Crescenzo sono le star del Festival.

Tutto esaurito per l’atteso concerto di De Crescenzo all’arena del Parco sul mare, all’interno di Villa Favorita a Ercolano (lo scorso 9 aprile al Palapartenope di Napoli molti fan rimasero fuori il teatro gremito). Il nuovo spettacolo dell’artista, “Essenze jazz event”, dal  titolo dell’album “Essenze jazz”, ospita in formazione la magica tromba di Enrico Rava, Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Marcello Di Leonardo alla batteria, Stefano Sabatini al pianoforte, Daniele Scannapieco al sassofono, Lamberto Curtoni al violoncello. Il progetto è già stato presentato al Blue Note, all’Umbria Jazz, al Teatro di San Carlo, al Ravello Festival e in altre prestigiose rassegne.

Questo lavoro – spiega il cantautore – è l’approdo naturale di tutte le mie precedenti vite musicali”. Il pubblico entusiasta ritrova e canta con lui “Quando l’amore se ne va”, “Dove c’è il mare”, “Il racconto della sera”, “Foglia di the”, “Dove”, “Naviganti”, “La vita è un’altra”, “C’è il sole”, “Parole nuove”, “Il treno”. Un grande coro sulla celebre “Ancora”, “E la musica va”, “Sarà così”, per ritrovare “Le mani”, “Non tardare”, “Dalle radici”, tratta dall’album “Danza danza” del ’93 “nel quale – spiega De Crescenzo – sentivo la voce della nostra città, con le sue luci ed ombre. C’era già tutto e così non ho aggiunto le parole”. “La vita è questa”, “L’odore del mare” completano il canzoniere dell’artista che preferisce far parlare la musica per scambiare emozioni con il pubblico, per raccontarsi con sincerità e passione. Gli arrangiamenti jazz del favoloso ensemble incantano e sembrano nati con le canzoni di De Crescenzo, con armonie che mescolano la migliore vena di chansonnier e quella di vocalist che ha triturato la lezione dei maestri con uno stile proprio. I vocalizzi dell’autore di “Ancora” sono solo suoi, gli scat sono viscerali, appassionati e dettano emozioni alle partiture che sembrano scritte con i grandi jazzisti che ne esaltano le doti compositive e vocali, la vena poetica.

Un incanto ascoltare al chiaro di luna le note di velluto di Rava, sempre impeccabile, le improvvisazioni dei musicisti, la fisarmonica compagna fedele della duttile voce dell’artista. Una magnifica operazione trasformare delicate, malinconiche canzoni d’amore in piccole perle di jazz. Con il tocco di maestri.

 

 

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