San Carlo, stagione 2017/2018

San Carlo, stagione 2017/2018

Il manifesto del film

Presentata la nuova Stagione 2017/2018 di opera, balletto e concerti del Teatro di San Carlo di Napoli dalla sovrintendente Rosanna Purchia con il direttore artistico Paolo Pinamonti e l’assessore comunale alla Cultura e Turismo Nino Daniele, dedicata idealmente al compianto direttore d’orchestra Jeffrey Tate scomparso di recente, già direttore musicale dell’Orchestra della Fondazione dal 2005 al 2010. In calendario, 12 i titoli d’opera e ben 7 di balletto per la direzione dell’étoile Giuseppe Picone. 159 le alzate di sipario che aumenteranno, con 4 nuove produzioni (la Fanciulla del West assente da oltre vent’anni, My Fair Lady, musica di Frederick Loewe (1901-1988), di cui ricorreranno i 30 anni dalla scomparsa, celeberrimo musical ricordato anche per il bel film di Cukor con Audrey Hepburn e Rex Harrison, con la partecipazione straordinaria del soprano Raina Kabaivanska nel ruolo di Mrs. Higgins.

Il programma alterna opere del grande repertorio (La bohème, La Traviata, Tosca, Rigoletto, alcune in nuove produzioni), e la Scuola napoletana con Il Siroe re di Persia di Leonardo Vinci e Don Checco di Nicola De Giosa. Saranno 5 gli omaggi ad anniversari per ricordare il 150° dalla morte di Gioachino Rossini (1792 – 1868), direttore artistico del Real Teatro di San Carlo dal 1815 al 1822, il 150° dalla nascita di Arturo Toscanini (1867 – 1957), i 200 anni dalla prima rappresentazione del Mosè in Egitto (1818), il 50° dalla morte del direttore d’orchestra Tullio Serafin (1878-1968) e i 30 anni dalla morte Frederick Loewe (1901-1988). Ancora grandi numeri con 20 concerti tra recital, cameristica e sinfonica più, in settembre, la tournée a Bangkok diretta da Zubin Mehta, direttore musicale onorario dell’Orchestra del San Carlo. Taglio del nastro il prossimo 12 dicembre con il nuovo allestimento della Fanciulla del West di Puccini (regia, scene e costumi di Hugo de Ana), diretto da Juraj Valčuha. Molti sono gli autori ed i capolavori del Novecento presenti nel repertorio sinfonico (come Aleksandr Nevskij, op. 78 di Sergej Prokof’ev del 1938; Il castello di Barbablù di Béla Bartók del 1911 ed il Concerto per violino e orchestra n. 2 sempre di Bartók, Sette Romanze su poesie di Alexandr Blok per soprano e strumenti di Dmitrij Šostakovič del 1967, e ancora Sequenza VIII per violino di Luciano Berio, Sei Capricci per violino di Salvatore Sciarrino) ed in quello operistico (Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Šostakovič del 1932; L’Amour des trois oranges di Sergej Prokof’ev del 1919).

Zubin Metha

Si passa al contemporaneo con la prima assoluta di Eternapoli di Fabio Vacchi, su testo di Giuseppe Montesano, con la partecipazione di Toni Servillo, il 16 febbraio. A giugno Marco Paolini e Mario Brunello interpreteranno Madreincerta. La stagione sinfonica chiude con Zubin Mehta, nel settembre 2018, dopo la tournèe a Bangkok. Anche il settore della danza riserva sorprese e formule rinnovate, a partire da Autunno Danza 2017, che inaugurerà con un’opera che propone il repertorio kunqu, e successivamente presenterà una nuova creazione del Pulcinella di Stravinskij, a ricordare la prima direzione di Stravinskij al San Carlo nell’aprile del 1917, con Les Ballets Russes diretti da Sergej Djagilev. Nell’aprile 2018, 24 recite al Teatro Bellini vedranno L’ultimo Decameron, nuova produzione, che accomuna due importanti istituzioni teatrali cittadine, con la coreografia di Edmondo Tucci. Le emittenti RAI, con Rai Radio 3, trasmetteranno tutta la stagione operistica mentre Rai Cultura e Rai 5 offriranno gli allestimenti più suggestivi. Afferma Rosanna Purchia: – Le tante iniziative volte ad avvicinare al Teatro le nuove generazioni, stanno dando oggi i primi positivi risultati. È per questo che sta a noi trovare un linguaggio più coinvolgente e, soprattutto, più autentico possibile, nella speranza di creare e formare lo spettatore di domani: curioso, attivo e mentalmente aperto. Da qui le proposte della nuova Stagione, a nostro avviso più adatte a garantire, in maniera trasversale, una visione appassionante e consapevole che non faccia sentire nessuno escluso.

 

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