Rondinella-Cincotti: emozioni dal vivo

Rondinella-Cincotti: emozioni dal vivo

Hanno appena inciso il loro primo disco, ma la sintonia era nell’aria da qualche anno. Francesca Rondinella e Giosi Cincotti nel Cd Meet&Reel hanno unito le loro passioni. Voce nota, lei, polistrumentista lui, eseguono e riadattano classici napoletani, brani contemporanei, pezzi internazionali. Sull’onda delle emozioni e della libertà. “Ci siamo conosciuti nel 2012 – raccontano – e abbiamo cominciato ad esibirci in diverse occasioni, poi nel 2014 è nata l’idea di formare un duo”. Figlia e nipote d’arte, come le due sorelle, (il suo papà Luciano, cantante e attore, ha interpretato le più grandi canzoni della tradizione e non solo, lo zio Giacomo le ha portate oltreoceano), Francesca continua la storia di famiglia, spaziando e allargando i suoi orizzonti al Mediterraneo, al mondo, alla contemporaneità. “Mi piace recuperare il mio non essere solo napoletana”, afferma, lei che recita e canta jazz, tango, blues. Generi che l’hanno avvicinata al pianista, fisarmonicista, tastierista, Cincotti che con i suoi personalissimi arrangiamenti, su misura per lei, passa da uno strumento all’altro “secondo l’estro del momento”.

La cover del disco

Proprio come avviene nel jazz, dove l’improvvisazione è la linea guida. “E’ così. Infatti, spesso cambio e ricompongo il brano, se non mi convince del tutto”. In quanto alla strumento da usare, precisa: “Credo che sia già scritto nel pezzo. Debbo solo coglierlo”.

Dopo i concerti di “Medi-tea” all’imbrunire nel Parco Archeologico Pausilipon di Napoli, le tante repliche di “T’angheria” (prosa, musica e canzoni), le serate tutte napoletane ma ispirate dal Boccaccio, il duo si è chiuso in sala d’incisione, al Godfather studio analogico, e ha dato vita al primo lavoro discografico. Ma lo ha fatto in modo nuovo, insolito. “E’ una sorta di crowdfounding – spiega Francesca – ma con una formula diversa”. Il pubblico è in sala con loro, discute, consiglia, riporta emozioni e dà suggerimenti. “E’ un concerto dal vivo, in cui gli spettatori pagano per ascoltare, partecipare e finanziare il progetto”. Per la produzione esecutiva, poi, ci ha pensato Bruno Savino di SoundFly, che ha dato vita al prodotto.

Diciassette brani, una compilation che unisce suggestioni, lingue, stili. Da Moscato agli Alma Megretta; da Bovio, E.A.Mario a Lamagna e Gaber; da Viviani a Paolo Conte, con due inediti scritti e musicati da loro: un viaggio nella canzone di ogni tempo.

Abbiamo lavorato con tre pubblici diversi – spiega la Rondinella – cinquanta persone per volta, che già conoscevano la nostra musica e che abbiamo contatatto personalmente, ci hanno ascoltato e sostenuto in questa registrazione live, in cui si colgono le loro voci, e noi abbiamo trasformato tutta l’energia che ci arrivava”.

Presentazione del disco all’HART di Napoli

Per lei, cantante e attrice internazionale, Napoli “è il legame con le anime passate, una lingua ancestrale, una lava bollente”. Giosi, campano ma non partenopeo, artista che gira il mondo, tra musica e cinema, si è fermato qui “perché sentivo un magma musicale, avvertivo una magia, che mi ha conquistato. La canzone napoletana è il ceppo di tutte le canzoni”.

Tanto che le suona, le riedita, le rinnova con stile e modernità che incontrano quelle della Rondinella, in un equilibrio artistico significativo. “Siamo un vero duo, c’è spazio per il recitato e per la musica, anche negli spettacoli in cui uniamo prosa e canzoni”.

Una bella accoppiata, insomma che sta già lavorando al nuovo progetto. “Siamo sempre in fermento. – dicono – Stiamo preparando il prossimo spettacolo, che sarà in scena al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, dal titolo “Cantabili armonie da una città di mare”.

In una capitale dalla forte personalità come Napoli, in cui si è creato senza soluzione di continuità in tutte le arti, la musica è forse quella che più riesce a coinvolgere i giovani. “Ho una grande voglia di trasmettere ai ragazzi la forza e la bellezza della nostra tradizione – conclude Francesca Rondinella – e quando capita, mi seguono e debbo ammettere che ne restano coinvolti”.

 

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