Tragedia di una deposizione

Tragedia di una deposizione

Dal 5 al 10 dicembre al Teatro Mercadante di Napoli sarà rappresentato Richard II di Shakespeare per la regia di Peter Stein. In scena nel ruolo del re protagonista della tragedia l’attrice Maddalena Crippa. Con lei, Alessandro Averone, Gianluigi Fogacci, Paolo Graziosi, Andrea Nicolini, Graziano Piazza, Almerica Schiavo, Giovanni Visentin, Marco De Gaudio, Vincenzo Giordano, Luca Iervolino, Giovanni Longhin, Michele Maccaroni, Domenico Macrì, Laurence Mazzoni. La traduzione è di Alessandro Serpieri, le scene di Ferdinand Woegerbauer, i costumi di Anna Maria Heinreich, le luci sono di Roberto Innocenti.

Una scena (foto Paolo Porto)

«Richard II – annota Peter Stein – occupa un posto particolare nell’opera di Shakespeare, anche fra le sue tragedie dedicate ai Re. Il dramma tratta esclusivamente della deposizione di un re unto e legittimo, un tema politico eminente che facilmente si può trasporre ai nostri tempi: è possibile deporre un sovrano legittimo? Il nuovo re non è un usurpatore? Una tale deposizione non è simile all’assassinio di ogni ordine tradizionale? Durante il suo regno – continua il regista – Richard II ha messo contro di sé tutte le forze sociali. Egli ha sfruttato il suo potere in tutte le direzioni immaginabili, ha trasgredito le proprie competenze e si è preso ogni libertà, anche sessuale. È un giocatore, un attore, ma pur sempre un re che, anche dopo la sua deposizione, resta sempre un re; mentre il suo rivale – che prende il suo posto al trono come usurpatore – suscita esattamente lo stesso meccanismo di ostilità contro il suo proprio potere poiché tale potere si basa sul puro arbitrio. Richard nella sua esaltazione che va oltre il proprio tempo, poiché la monarchia assoluta si sarebbe sviluppata molto più tardi, può essere interpretato utilmente da una donna che recita la parte maschile. In questo modo diventa più chiaro il carattere inconsueto di questo re e gli aspetti fondamentali della discussione politica risultano più evidenti. Anche la profonda malinconia dell’ultimo monologo di Richard quando sta nel carcere, dove parla dell’inutilità e la mancanza di senso dell’esistenza umana ci può toccare in modo più commovente».

 

Orario rappresentazioni 5 e 8 dicembre ore 21.00; 6 e 7 dicembre ore 17.00;

9 dicembre ore 19.00; 10 dicembre ore 18.00

 

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