Taiuti/Musella

Taiuti/Musella

Ha scelto il mare per il suo nuovo spettacolo. Tonino Taiuti sarà, in anteprima, il 27 e 28 al Teatro Civico 14 di Caserta con Verso il mare. “E’ un naufragio attraverso la parola poetica – spiega l’attore – un collage di testi di autori classici e contemporanei, Shakespeare, Moscato, Lorenzi. Brandelli anche di sonorità che vengono a galla”. Accompagnandosi con la chitarra elettrica, Taiuti, continua la sua ricerca in tutti i campi, porgendo non note, ma rumori, frammenti, richiami della vita. “Suono in maniera sperimentale, una musica informale, improvvisata, free”. Ma nel fluire della pièce ha inserito canzoni antiche, come “Piscaturella”, che fanno da sottofondo e contrasto ad un’action panting. “Ci sarà un momento – chiarisce – in cui userò tela e pennelli per dipingere un mare astratto”.

E’ il mare di Napoli?

“E’ il mare di tutti, inteso come parte della vita. Simbolo di poesia, non di tragedia”.

Una scena di “Play Duett”

Questo spettacolo fa un po’ da seguito al “Play duett”, pure dedicato alla poesia, creato e interpretato con Lino Musella l’anno scorso?

“Direi che è su quell’onda, parte dagli stessi umori, ma è una cosa diversa”.

Due generazioni che viaggiano insieme.

“Sì. Quella è stata una bella esperienza, coronata da successo anche in altre città. “Play duett” è uno spettacolo magico che ci unisce. Lui ha qualcosa della mia arte, io sono curioso come un giovane. Quest’anno, incredibilmente, ci siamo trovati a fare cose simili, pur se non insieme. Siamo in sintonia, abbiamo le stesse passioni”.

Dal canto suo, Lino Musella, attore emergente già più volte premiato, porterà nello spazio di Caserta subito dopo, domenica 29, il suo “L’ammore nun è ammore” (attualmente in scena al Bellini), riscrittura dei sonetti di Shakespeae traditi e tradotti da Dario Jacobelli.

Lino Musella (foto di Lorenzo Strumillo)

Il punto che ci ha fatto incontrare con Tonino fuori dalla scena, – precisa – è stata la lingua napoletana, nella sua devianza. Se mi porgeva una poesia, io rispondevo con i versi di un altro autore. Ci è venuta voglia di realizzare qualcosa insieme. Lui, naturalmente, riesce ad evocare detriti e schegge di un repertorio che ha dentro, io che sono più giovane, mi sono sentito piuttosto un medium in un gioco che ci ha unito nella poetica del napoletano”.

Due concerti teatrali per voce e musica dedicati ai versi e al loro saper diventare teatro per due artisti che lavorano investendo sulle proprie idee e forze.

Il teatro oggi è così diverso, – afferma Taiuti, noto attore, performer, studioso, musicista, che condivise un periodo di grande fermento con Antonio Neiwiller, Enzo Moscato, Annibale Ruccello – che non riesco quasi a riconoscerlo. Ha certamente una sua bellezza, ma io amo sperimentare, ricercare. Amo immergermi non solo nell’arte drammaturgica”.

 

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