Serao: una donna, una scrittrice, un progetto

Serao: una donna, una scrittrice, un progetto

Tre registi, tre messinscene, un’interprete, per celebrare Matilde Serao. La giornalista e scrittrice sarà oggetto del progetto Matilde Serao e Il ventre di Napoli, in scena al Ridotto del Teatro Mercadante. Lo Stabile partenopeo ospiterà da gennaio a marzo, gli allestimenti del celebre romanzo sulla Città rivisto e interpretato da Fortunato Calvino, Fausto Nicolini, Alberto Massarese, che dirigono Chiara Baffi nei panni della fondatrice del quotidiano Il Mattino.

I registi, con il direttore del Mercadante Luca De Fusco, hanno esposto l’idea e il lavoro svolto su quello che spesso è stato considerato semplicemente “un reportage”, invece, – hanno spiegato gli interventi – “il romanzo della Serao ha la forza della verità che si fa letteratura, del rifiuto per quella oleografia fatta di golfo e mandolini che piace a quella parte di pubblico che non vuole guardare in faccia a una realtà fatta di miserie e nefandezze. La sua denuncia resta, a un secolo di distanza, di straordinaria attualità: “Questo ventre di Napoli, se non lo conosce il governo, chi lo deve conoscere? – scriveva lei – A che sono buoni tutti questi impiegati alti e bassi, questo immenso ingranaggio burocratico che ci costa tanto?”

Si parte il 18 gennaio con il debutto di Serao, testo scritto da Maricla Boggio messo in scena da Fortunato Calvino, con Chiara Baffi, Emanuele D’Errico e Dario Rea, che replicherà fino al 28 gennaio.

Chiara Baffi

Maricla Boggio ci restituisce una figura di donna moderna, pioniera di battaglie e esploratrice di tematiche complesse ancora di grande attualità. – precisa Calvino – La Serao s’impone subito per intelligenza e per il suo grande intuito. Ed è sicuramente questo aspetto che più interessa far emergere dal lavoro di regia”.

Il secondo spettacolo è Il ventre di Napoli – prima parte, che debutterà il 15 febbraio con repliche fino al 25, con la regia di Fausto Nicolini e le musiche dal vivo di Federico Odling. “La Serao – annota il regista – fiuto e impeto di una veterana di redazione, con stile declamatorio, anche imperfetto, espone qui la sua invettiva in pubblico ai clienti di un Caffè, dialogando con le note musicali di un posteggiatore dell’epoca, che ne sottolinea carezze e sciabolate, ricami e picconate”.

Terzo spettacolo del ciclo è Il ventre di Napoli – seconda parte, in scena dal 8 al 18 marzo, con la regia di Alberto Massarese. “L’allestimento – sottolinea – si muove su un doppio piano narrativo: il primo basato sulla presenza fisica di un corpo d’attore narrante e il secondo dato da una sequenza di immagini che “rileggono” il testo, rivisitando, oggi, i luoghi descritti dall’autrice“.

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