Conflitti ed omertà

Conflitti ed omertà

Interessante messinscena al Teatro Nuovo di Napoli, di Orphans, il testo del pluripremiato Dennis Kelly, con la regia di Tommaso Pitta. Sul palcoscenico tre personaggi, due fratelli, rimasti orfani da piccoli e morbosamente legati: Helen e Liam, e Denny marito di lei, forzatamente coinvolto nel loro rapporto.

Lo spettacolo inizia quando Liam arriva a casa della sorella tutto ricoperto di sangue e racconta di aver cercato di soccorrere un “ragazzetto” accoltellato, incontrato sulla sua strada. Si scoprirà che si trattava di un uomo, asiatico, islamico, ferito e rapito proprio da lui.

La vicenda ruota intorno a questa confessione che, a poco a poco, scatena nei personaggi conflitti, domande, dubbi sulla quotidianità, sul matrimonio, sul futuro, sulla verità. Ben presto, infatti, il racconto del ragazzo appare falso e pieno di contraddizioni. Incalzano, perciò, le domande degli altri due, per sapere come sono andati veramente i fatti.

Bravi gli interpreti: Lino Musella, il fratello, disegna un personaggio confuso, balbettante, forse un po’ ritardato, sempliciotto. Monica Nappo è la sorella, mossa dal sentimento dell’omertà familiare, che prende indiscutibilmente le sue parti. Paolo Mazzarelli, il marito Danny, che dalla posizione decisa di denunciare l’accaduto, passa, a poco a poco, convinto dalla moglie, a cambiare opinione e ad adeguarsi alla sua visione, in un forte conflitto morale. Tutto in un crescendo di sospetti e suspence, fino alla conclusione drammatica e sconvolgente, che vede il disgregarsi dei rapporti.

Si svelano, attraverso i dialoghi dei personaggi, i vari temi affrontati dal dramma, non solo la violenza fisica, c’è il sentimento razzista, la cattiveria che affiora e si concretizza anche nel più onesto, la paura, la sofferenza di chi resta senza genitori.

Un testo di drammaturgia contemporanea, cinico e beffardo, che disegna una società senza luogo, quella inglese dell’autore, come la nostra, che coinvolge attraverso le rivelazioni, offerte allo spettatore un poco alla volta, in maniera sorprendente e non scontata in un’atmosfera noir.

 

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