Il muratore dell’esistenza

Il muratore dell’esistenza

S’intitola Allucinazione la mostra di Denis Volpiana, che sarà inaugurata il 13 giugno 2018 alle ore 18,30 (finissage: mercoledì 4 luglio ore 18,30), presso la Fiorillo Arte di Napoli, a cura di Daniela Ricci. Per indagare la realtà che ci circonda, spesso modificata dalle nostre stesse percezioni ed esperienze, l’artista si basa sull’analisi della storia, sempre attento alle problematiche sociali e culturali. La pittura di Volpiana, nato a Vicenza, dove vive e lavora, è una condizione esistenziale, una ricerca della bellezza che ci sovrasta, la possibilità di stabilire un contatto diretto con le opere attraverso le quali tenta di restituirci la sensazione di una magia, un incantesimo come una sorta di viaggio introspettivo nelle vicende esistenziali della vita, rese con immagini e naturalezza per analizzare ciò che c’è nel profondo del suo animo e per edificare come un “muratore dell’universo”, in maniera astratta, cieli, colline, case e oggetti, sensazioni che lo colpiscono e che gli restano nella memoria.

“Gesso” di Denis Volpiana

Attraverso i suoi dipinti dunque,- spiega la curatrice – viene analizzata la “frattura” che esiste tra realtà e immaginazione. Una via di accesso alle strutture profonde del reale, una ricerca continua che approda ad un’immagine del mondo è nel contempo il riverbero della propria coscienza, la sua esplicitazione sensibile, resa con un’intima urgenza espressiva. Il titolo “Allucinazione”, intende essere soprattutto una riflessione sulla natura, il caos e il tentativo di ristabilire un nuovo ordine di idee, per mostrare tratti indefiniti, fluidi, spazi improvvisi per alterare le regole dell’immobilità e di rigidità. Composizioni astratte, improbabili, che non lasciano all’occhio di chi osserva alcun approdo certo, restituiscono contorni che perdono di essenzialità per poi assoggettarsi ad un groviglio di forme, colori, segni, linee spezzate”.

In mostra, 15 lavori, realizzati ad olio su resina ed anilina di grandi dimensioni, e un’installazione composta da balle di funghi, un insieme di terriccio compresso formato da letame stagionato, paglia, materiale calcareo e qualche residuo organico che sembra ricreare un sottobosco all’esterno della galleria.

 

 

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