Dramma dell’usura: dalla scena allo schermo

Dramma dell’usura: dalla scena allo schermo

A teatro, l’anteprima del video di Cravattari. E’ trasposto in celluloide lo storico testo contro l’usura di Fortunato Calvino, drammaturgo, regista, filmaker partenopeo, esponente della generazione del ‘dopo-Eduardo’. Lo spettacolo teatrale è stato tra i primi ad affrontare il drammatico tema, portato nelle sale e negli istituti scolastici come strumento didattico per le nuove generazioni.  Dopo ventiquattro anni di repliche, Cravattari vede la sua versione su pellicola. L’operazione, infatti, è una trasposizione dello spettacolo messo in scena nei tanti teatri e ripreso dalla telecamera. Ne è regista lo stesso Calvino, che ha aggiunto un solo personaggio: un cliente. Ne sono protagonisti gli interpreti dell’ultima edizione, alcuni dei quali hanno partecipato fin dalle prime rappresetazioni.  Antonella Morea (una terribile strozzina), Rosa Fontanella (la mamma Nunzia), Gioia Miale (la figlia Rosa), Laura Borrelli (una visitatrice Bianca), Pietro Juliano (il padre), Andrea Di Ronza (un cliente) raccontano la terribile storia di una famiglia napoletana oppressa dagli usurai, costretta a vendere ogni cosa, anche la propria dignità. Cravattari, che ha all’attivo più di mille repliche, è stato presentato nella versione cinematografica giovedì 4 ottobre in un Teatro Mercadante di Napoli pieno di addetti ai lavori e spettatori.

Un attimo prima della proiezione, poche parole di presentazione sono state spese dall’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Napoli Nino Daniele, che ha voluto il progetto, da Geppino Fiorenza per l’associazione Libera; da Francesco Pinto, direttore del Centro di produzione Rai di Napoli; da Antonio Parlati, dirigente Rai e presidente della sezione Editoria Cultura e Spettacolo dell’Unione industriali di Napoli, che ha collaborato all’impresa; da Livio Varriale della casa produttrice Aldebaran, presentati da Gianni Simioli. Cravattari racconta una delle mille microstorie che riguardano la nostra città, e non solo, con un testo, a detta di tutti, utile “strumento contro tutte le mafie“.

Il film è stato girato in parte nella prima storica location teatrale: Napoli Sotterranea, in parte nel teatro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, con gli allievi del corso di scenografia tenuto da Renato Lori e Gilda Cerullo, che hanno realizzato le scene. La colonna sonora è di Enzo Gragnaniello, che per l’occasione ha aggiunto all’originale  nuove sonorità. I costumi, che esprimono con i colori e con gli accessori i differenti stati dei personaggi, sono di Anna Maria Morelli.

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