Abramovic/Callas, gran successo al San Carlo

Abramovic/Callas, gran successo al San Carlo

Successo al Teatro di San Carlo di Napoli per la prima italiana di “7 Deaths of Maria Callas”, lo spettacolo multimediale per la regia, scene e performance di Marina Abramović; libretto di Abramović e Petter Skavlan; musiche originali di Marko Nikodijević; in video William Dafoe che uccide Callas (Abramovic) nelle vesti delle varie eroine delle opere liriche, in tutti i finali messi in scena in modo surreale e simbolico. Nabil Elderkin firma la regia video, i bei costumi Riccardo Tisci. Lo spettacolo è una coproduzione internazionale tra il Teatro di San Carlo, Bayerische Staatsoper, Deutsche Oper Berlin, Greek National Opera Athens, Liceu de Barcelona, Opéra National de Paris.

L’opera rappresenta le 7 morti in scena di Callas, interpretate da Annalisa Stroppa (Carmen), Valeria Sepe (Floria Tosca), Nino Machaidze (Desdemona), Jessica Pratt (Lucia Ashton), Roberta Mantegna (Norma), Kristine Opolais (Cio-Cio-San), e Selene Zanetti (Violetta Valery). Nessuna artista poteva incarnare la Divina meglio di Abramovic, rivoluzionaria performance artist, capace, come il soprano greco, di con-fondere arte e vita.

Stesa per tutto il tempo in un letto-capezzale sulla scena, avvolta dall’oscurità (sogno, morte, presagio?), Abramovic è, nella parte finale dello spettacolo, nella stanza da letto della casa parigina di Maria Callas, il 16 settembre 1977, giorno della sua dipartita. Si affaccia alla finestra e respira un’ultima boccata d’aria e di vita, prima della morte, prima che su vita e opere cali l’oscurità – morirà di crepacuore, abbandonata dal suo “Ari” (Onassis).

Marina Abramović (foto di Luciano-Romano)

Entrano in scena le sette domestiche (le cantanti), tutte vestite da Bruna Lupoli, la fedele governante, che coprono la mobilia con veli neri. Abramovic, sulle note di “Casta Diva”, giunge sul proscenio avvolta in uno scintillante abito d’oro. L’artista invita il pubblico ad “appoggiare una mano sulla spalla di chi avete accanto, chiudere gli occhi e pensate a questa guerra, al popolo ucraino”.

Applausi a scena aperta per la Lucia Asthon di Jessica Pratt, per il Coro femminile, istruito da José Luis Basso, per l’atmosfera creata dalla musica di Marko Nikodijević.

Gli applausi scroscianti sono tutti per la Abramovic, artista totale ogni volta diversa, spirituale, libera, curiosa, spiazzante, capace di sperimentare anche il dolore per esorcizzare la morte.

(Foto di copertina di Marco Anelli)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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