Al passo con i tempi

Al passo con i tempi

In scena al Teatro Diana di Napoli, fino al 27 gennaio, Tempi nuovi, la commedia di Cristina Comencini, dedicata quest’anno al compianto Ennio Fantastichini, che ne era coprotagonista al fianco di Iaia Forte. Presentata dalla Compagnia Enfi, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Nazionale, lo spettacolo racconta l’impossibilità (con qualche sorpresa) di essere al passo con i tempi di due professionisti di mezza età.

La scenografia rappresenta una biblioteca stracolma di volumi: si tratta dello studio di Giuseppe (Roberto De Francesco), molto bravo nel ruolo di professore colto ma impreparato nell’era dei social, al computer, alla tecnologia. Giuseppe, docente di Storia, esperto della Resistenza, è sposato con Sabina (Iaia Forte), giornalista al passo con i tempi che si è invece adeguata al mondo del web, alle sue sfide e a quelle dei media che richiedono sempre più stringatezza e velocità. La coppia ha due figli: Antonio (Nicola Ravaioli) è figlio dei tempi, tutto social e poca cultura: l’importante è essere connessi, poco importa se l’esame di maturità è alle porte e lo affronta impreparato… Antonio sconvolge il padre, raccontandogli dei suoi rapporti con l’altro sesso basati sulla “turnazione”, non sui legami stabili. L’altra figlia è Clementina (Sara Lazzaro), che confida alla madre di convivere con una donna, incinta grazie alla banca del seme. A questa rivelazione crolla la finta modernità della madre, pur avendo lei stessa, in gioventù, avuto una relazione con una donna. Nel finale, Giuseppe cambierà più di tutti, gettando via gli adorati libri per diventare “web addicted”. Garbate e divertenti le battute che coinvolgono il pubblico grazie alla bravura degli attori e alla regia dal taglio televisivo. Tuttavia, vista l’attualità dell’argomento, si sarebbe potuto affrontare con più spessore e profondità psicologica, magari con dialoghi un po’ più briosi. Bene il messaggio dell’amore e dell’accoglienza che può riconciliare mondi diversi, per una commedia familiare che “sana” il gap generazionale nel quale il pubblico si identifica.

 

 

 

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