Ci lascia Franco Battiato: musicista ‘totale’

Ci lascia Franco Battiato: musicista ‘totale’

Il mondo saluta Franco Battiato, raffinato, colto, visionario artista, mancato a 76 anni dopo lunga malattia. Innovatore, con le sue canzoni ha fuso in modo sublime sperimentazione e musica leggera. Gli ultimi anni ’60 lo vedono alle prese con canzoni pop, per passare, nei primi anni ’70, alla scena prog-rock, approdando ad una stagione di ispirazione progressiva, di carattere provocatorio, paradossale, ironico.

Il Battiato di questo periodo è un virtuoso sperimentatore di strumenti elettronici che combina la passione per la melodia con le nuove istanze rock, mescolando, cifra unica e rara, spessore intellettuale e un tono distaccato. La sua è una scelta atipica nel panorama italiano di inizio decennio, che propone una musica intrigante, arguta, legata a tematiche nuove, dal sapore poetico e filosofico. Battiato è uno dei più originali pionieri della scena italiana, con un’arte che mostra già molti aspetti di quella che sarà la sua successiva produzione, dal tono insieme lieve e colto. Ricordiamo “Fetus” (1972), sconcertante per i temi e per la copertina, “Pollution” (1973), “Sulle corde di Aries” (1973), “Clic” (1974), che contiene “Propiedad Prohibida”, che per anni sarà la sigla della trasmissione Tv Rai “Dossier”. Con “L’Egitto prima delle sabbie” (1978), Battiato conclude un’epoca della sua produzione artistica, un disco minimalista che contiene solo due pezzi strumentali, eseguiti al pianoforte, con cui vince il premio Stockhausen. Dopo anni di divagazioni strumentali, con “L’era del cinghiale bianco” (1979), il cantautore torna a cantare e raggiunge finalmente il grande successo. “La voce del padrone”, dell’ ‘81, è il primo LP italiano a superare il milione di copie vendute, così come “L’arca di Noè”, dell’ ‘82, secondo solo a “Thriller”, gli frutta il successo commerciale.

Gli ingredienti, che caratterizzano quasi tutta la sua produzione successiva, portandolo ai vertici delle classifiche di vendita e l’apprezzamento della critica, sono già racchiusi in questi album: il ritornello delizioso, che fa il verso ai brani pop da hit parade, il gusto dell’ironia sofisticata ma sempre caustica e amara, i testi provocatori e dissacranti ricchi di citazioni colte ma che smontano ogni sorta di mitologia contemporanea, la preghiera e il misticismo, il tratteggio classicheggiante che richiama atmosfere mitteleuropee, l’amore per l’Oriente e per la cultura araba, l’uso della lingua siciliana, tantissima melodia.

Il manifesto del film

Nella sua musica è sempre presente una magica commistione tra suono acustico ed elettronico, ottenuta grazie ad una costante ricerca sempre perseguita dal compositore innamorato di Stockhausen e della mistica sufi, di Gurdjieff e di Aristotele, di teoretica filosofica e di meditazione.

Tante e preziose le collaborazioni nella sua lunga e intensa carriera: quella con Giusto Pio, Alice, Giuni Russo, Juri Camisasca, Morgan, con il filosofo Manlio Sgalambro, che cura con Battiato progetti quali “L’ombrello e la macchina da cucire”, “L’imboscata”, “Gommalacca”, “Ferro battuto”, “Dieci stratagemmi”. Artista completo, Battiato ama la pittura, nella quale si cimenta con successo e il cinema, dopo aver diretto i suoi videoclip musicali. Dopo il film “Perdutoamor”, autobiografico, del 2003, che si aggiudica il Nastro d’Argento, nel 2005 presenta “Musikanten”, basato sugli ultimi anni di vita di Beethoven. Terzo film, del 2007, è “Niente è come sembra”, scritto sempre con Sgalambro. Di idee progressiste, ha ricoperto per breve tempo l’incarico di assessore per la Regione Sicilia – troppo schietto e critico per fare politica. Nel 2019 presenta l’ultimo album prima di ritirarsi dalle scene: “Torneremo ancora”, antologia di brani classici in nuove versioni orchestrali eseguite con la Royal Philharmonic Orchestra più l’inedito che dà il titolo al cd.

Battiato ha interpretato le sue canzoni con una voce melismatica, espressione di un’anima che ha percorso un lungo cammino spirituale e filosofico. “Ci sono frasi – diceva – che hanno solo una funzione sonora” e dunque bisogna sapersi porre all’ascolto di una canzone, con mente e cuore aperti. Lui ha cambiato per sempre la musica “leggera” portandola in alto con preziosi versi, arrangiamenti orchestrali eleganti, sconfinata passione, con uno stile unico e riconoscibile che non ha eguali.

 

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