Clint Eastwood

Clint Eastwood

Clint Eastwood nasce a San Francisco nel 1930. Dopo aver tentato di prendere un diploma in musica, progetto naufragato a causa del richiamo dell’esercito degli Stati Uniti, nel 1953 si presenta agli studi “Universal” per un provino da attore: viene subito selezionato.

Dopo vari ruoli marginali in numerose pellicole distribuite tra il 1955 e il 1958, viene scelto come uno dei protagonisti nella fortunata serie tv “Gli uomini della prateria”.

Apparentemente destinato a una carriera esclusivamente televisiva, riesce a imporsi anche sulla scena cinematografica con l’inaspettato successo di “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone, pellicola che nel 1965 aprì l’epoca dei cosiddetti “spaghetti western”. Dopo aver interpretato il ruolo di protagonista anche nei successivi due film di Leone, che lo consacrarono come icona del cinema mondiale, nel 1968 recita in “L’uomo dalla cravatta di cuoio” di Don Siegel, aprendo un lungo e celebrato sodalizio con quest’ultimo.

Gli anni ’70 sono importanti per due ragioni nella carriera di Eastwood: innanzitutto nel ’71 nasce l’ispettore Callaghan, uno dei personaggi più noti dell’attore californiano, che lo interpreterà per cinque pellicole; e poi, per l’inizio della sua carriera da regista. Sempre nel 1971 infatti gira “Brivido nella notte”, e nel corso del decennio firma altri cinque lungometraggi, tra cui “Il texano dagli occhi di ghiaccio”, western che sembra omaggiare il maestro Leone.

Negli anni ’80 la saga di Callaghan finisce, mentre la carriera da regista di Eastwood prende quota: di quegli anni sono “Il cavaliere pallido” e “Gunny”, due grandi successi economici, oltre che due ottimi film.

Ma è nel decennio successivo che arriva il riconoscimento di Hollywood: con “Gli spietati”, del 1992, vince gli Oscar al miglior film e al miglior regista. Dopo aver girato altre notevoli pellicole (tra cui “Un mondo perfetto” e “I ponti di Madison County”) si impone per l’ennesima volta all’attenzione mondiale con “Mystic river” e “Million dollar baby”: quest’ultimo gli frutta altre due statuette per il miglior film e il miglior regista.

Ad oggi Eastwood è sostanzialmente emarginato da Hollywood, a causa del suo esplicito sostegno a Donald Trump nel 2016, oltre che per il disprezzo che sempre ha manifestato nei confronti dell’industria hollywoodiana. Continua però a regalare film di rara bellezza, e anche a più di 80 anni è capace di girare capolavori quali “Sully” e “The mule”.

Angelo Matteo

 

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