Zero: la cella delle torture

Zero: la cella delle torture

Una scena  (foto di Dario De Simone)

Una scena
(foto di Dario De Simone)

Particolarmente colpito da un’intervista a Pietro Ioia, Antonio Mocciola ha deciso di raccontarne la terribile vicenda carceraria “senza le edulcorazioni della fiction e senza i fronzoli di un film hollywoodiano”. Così ha coinvolto nel progetto l’ex detenuto, il regista Sandro Dionisio, con i quali ha scritto il copione, e poi ha formato il cast.

Sottozero, in scena il 16 e il 17 al Teatro Bolivar di Napoli, racconta la terribile verità sulla cella zero del carcere partenopeo di Poggioreale. “Il teatro è l’ascolto del reale, – precisa Dionisio – ma soprattutto è uno strumento che può cambiare la cultura di un popolo. Ho scelto di mettere in scena questo progetto per dare finalmente voce a una vicenda particolare in un teatro a cui sono affettivamente legato”.

Pietro Ioia, che nello spettacolo interpreterà il ruolo del secondino aguzzino, ha trasformato la sua vita, da detenuto ad attivista: ”E’ giusto che chi sbaglia paghi, ma è assolutamente necessario gestire il tutto con dignità e rispetto. I drammi della cella zero umiliano i carcerati torturati fisicamente e psicologicamente. Mi auguro che, grazie a questo spettacolo, si condannerà e si porrà fine a quest’aspetto oscuro della vita dietro le sbarre”.

A interpretare il suo ruolo sulla scena sarà Ivan Boragine che commenta: “E’ stato fondamentale avere il vero protagonista come compagno di lavoro, ottimo aiuto per poter rendere reale il personaggio”. Diego Sommaripa, sarà invece il compagno di cella del protagonista.

Marina Billwiller vestirà i panni della moglie del protagonista, vittima parallela di un esilio lungo 22 anni: “Con questo lavoro il teatro vuole dar voce a fatti che non riescono a farsi sentire. Da avvocato, posso dire che molti conoscono le tristi vicende della cella zero di Poggioreale, ma pochissimi hanno il coraggio di denunciarle”.

 

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