Eduardo De Filippo

Eduardo De Filippo

Eduardo De Filippo

Eduardo De Filippo

Mi sono trovata tra le spigolature poetiche, commenti e ricordi di un “Eduardo visto da vicino”, di Mario De Bonis, edito nel 2014 da Ricerche & Redazioni, nel trentennale della scomparsa del grande drammaturgo. Ho ascoltato versi e aneddoti in un evento culturale a Napoli, ma De Bonis, già ai vertici della carriera bancaria per oltre quarant’anni, sempre ricca di riconoscimenti, napoletano di origine e abruzzese d’adozione, appassionato delle poesie di Eduardo, porta il suo omaggio con grande partecipazione emotiva, in tutta Italia e all’estero. Egli, ebbe occasione di conoscere il Maestro a Roma, nei primi anni Settanta, insieme al fratello Donato, teologo dell’Università Lateranense, che ne frequentava la casa da amico caro. Lo ascoltò con ammirazione più volte anche quando spiegava come a Napoli non si poteva non essere poeti e fu felice di avere in dono due volumi che raccoglievano gran parte dei testi lirici: “Il paese di Pulcinella” e “‘O canisto”, pubblicati rispettivamente nel ’51 e nel ’74. E come potevo non riprovare anch’io il piacere e l’emozione di rileggere i versi di Eduardo attraverso le pagine dell’interessante e toccante libro di Mario De Bonis e quelle del volume dell’Einaudi nella collana Gli Struzzi, pubblicato nel 1975? Sottolineava il poeta: “Dopo aver scritto poesie giovanili come fanno più o meno tutti i ragazzi, questa attività divenne per me un aiuto durante la stesura delle mie opere teatrali. Mi succedeva, a volte, scrivendo una commedia, di impantanarmi su una situazione da sviluppare, in modo da poterla agganciare più avanti a un’altra, e allora, messo da parte il copione, per non alzarmi dal tavolino con un problema irrisolto…mi mettevo davanti un foglio bianco e buttavo giù versi che avessero attinenza con l’argomento e i personaggi del lavoro interrotto… a poco a poco ci ho preso gusto e ora scrivo poesie anche indipendentemente dalle commedie”.

Il libro di Eduardo

Il libro di Eduardo

E da “Penziere mieje…” qualche verso di Eduardo:

‘E pparole

Quant’è bello ‘o culore d’ ‘e pparole,

e che festa addiventa nu foglietto,

nu piezzo ‘e carta-

nu’ mporta si è stracciato

e po’ azzeccato-

e si è tutto ‘ngialluto

p’ ‘a vecchiaia,

Il libro di De Bonis

Il libro di De Bonis

che fa?

L’ammore ched’è?

Scusate, sapite l’ammore ched’è?

L’ammor’ è ‘na cosa

c’addora di rosa…

ca rosa nun è…

nduvina ched’è?

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