Escher, prorogata la mostra a Napoli

Escher, prorogata la mostra a Napoli

E’ stata prorogata al 4 maggio la mostra su Escher. L’evento, che dal 22 novembre 2018 ad oggi ha registrato un grandissimo successo di pubblico, rientra anche nelle manifestazioni del Maggio dei Monumenti 2019, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. Al Palazzo delle Arti di Napoli, sono esposte molte opere e, attraverso proiezioni e audiotesti, raccontata la sua esperienza artistica ed esistenziale.

La visita e la permanenza in Campania segnarono la vita e l’arte di Escher. Dopo Van Gogh, un altro grande olandese, che traspose su carta e legno emozioni e visioni. Tappa di un’esposizione itinerante che l’ha portato da New York a Singapore a Napoli. Oltre 200 opere, tra incisioni, disegni, documenti, raccontano il suo percorso personale e artistico che tanta influenza ha avuto dopo di lui in diversi settori, dalla pubblicità al cinema al fumetto. L’esposizione si divide in otto sezioni: Mauritis Cornelis Escher: gli esordi; Escher, l’Italia e la Campania; Tassellazione; Struttura dello spazio; Metamorfosi; Paradossi geometrici; Lavori su commissione; Eschermania.

Fra le opere più note dell’artista, incisore e grafico si possono ammirare: Relatività del 1953, Vincolo d’unione del 1956, Metamorfosi II del 1939 e Giorno e notte del 1938, oltre a quelle realizzate sulla nostra regione, la Costiera amalfitana, Ravello, Positano, xilografie, stanze-laboratorio.

Attraversando la mostra si potrà entrare in contatto con il mondo interiore e artistico del genio che seppe unire scienza e arte in un amalgama spesso paradossale. Le sue geometrie, le costruzioni impossibili, le illusioni ottiche rendono unico l’artista amato anche dagli scienziati e dai matematici. Le sue tavole, infatti, sono usate anche in psicoanalisi.

Abbiamo riportato Escher a casa, – afferma Mark Veldhuysen, presidente della Fondazione Escher e co-curatore della mostra con il Gruppo Arthemisia – perché l’Italia del Sud è stata casa sua e anche quando nel 1934 lasciò il Paese, non l’ha mai abbandonato”.

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