Evento per Aldo Giuffré

Compirebbe 90 anni il 10 aprile. Aldo Giuffré, uno dei più rappresentativi attori italiani, era nato a Napoli nel 1924. Per ricordarlo, la moglie Elena ha scelto il Teatro Diana, dove l’8 aprile andrà in scena

Aldo Giuffré

Aldo Giuffré

l’evento Aldo Giuffré: una vita per lo spettacolo. Testimonianze di amici, colleghi e giornalisti, aneddoti, letture e filmati racconteranno l’artista e l’uomo. “Su questo palcoscenico – ricordano i Mirra – Aldo ha recitato, è stato sommerso dagli applausi, le locandine dei suoi spettacoli e le foto di scena spiccano fra le altre e come per magia ci catapultano nel suo universo”.

Tanti gli artisti che hanno aderito da Giacomo Rizzo, che condurrà la serata, a cui Lina Sastri e Massimiliano Gallo, Annamaria Ackermann e Ivana D’Alisa, i giornalisti Giulio Baffi e Valerio Caprara, ai quali si aggiungeranno in platea Vittorio Marsiglia, Cetty Sommella, Vito Cesaro, Antonino Miele, Katia Nani, Franco Gargia e molti altri che lo hanno amato, ognuno di loro racconterà qualcosa di lui. Un breve filmato realizzato grazie alle Teche Rai e a Mediaset per la regia di Gianni Caliendo, ci condurrà in un piacevole viaggio a ritroso in alcuni suoi successi, pietre miliari del copioso repertorio artistico. “Senza Rete”, “Il Bugiardo”, “Le Avventure di Laura  Storm”, “Mi manda Picone”, “Maurizio Costanzo Show” e “La fortuna con l’effe maiuscola” faranno rivivere uno straordinario Aldo Giuffré. Un omaggio per continuare a mantenere viva la sua immagine e per questo la  moglie Elena, a quasi quattro anni dalla sua scomparsa, annuncerà la nascita della “Fondazione Aldo Giuffré-Onlus” e del sito a lui dedicato www.aldo-giuffré.it.

L’ingresso è libero

Aldo Giuffré, è stato un attore eclettico, che non si è mai risparmiato, generoso, ironico, curioso e sempre un po’ ‘scugnizzo’. Sessant’anni vissuti con passione e talento nel mondo dello spettacolo: dal teatro alla televisione, dalla radio al cinema, dal doppiaggio alla regia, fino all’interesse per la scrittura maturata in quattro romanzi. Non ancora ventenne fu assunto come annunciatore alla sede Rai di Napoli, passò poi a quella di Roma da i cui microfoni il 25 aprile 1945 annunciò la fine della guerra. La sua carriera teatrale inizia nel ‘47 con Eduardo De Filippo in “Napoli milionaria” e va avanti con riconoscimenti e grande popolarità sul piccolo schermo, al cinema e sulle tavole dei palcoscenici italiani ed esteri, dando vita a personaggi indimenticabili. Con grande versatilità ha interpretato ruoli comici e drammatici, dalla farsa alla tragedia fino al dramma moderno, da Pirandello a Cechov, da Petito a Goldoni, da Curcio a Balzac. Preziosi i suoi compagni di lavoro e i maestri che l’hanno diretto, ricordiamo Giorgio Strehler, Luchino Visconti, Renzo Ricci, Andreina Pagnani. Memorabili gli undici film con Totò, accanto a quel “gigante – come lo definiva Aldo – con cui aveva avuto la gioia incontenibile di lavorare “. “Il medico dei pazzi”, “ Un turco napoletano”, “Guardie e ladri”, per citarne alcuni. E come dimenticare la sua interpretazione in “Ieri, oggi, domani”, di Vittorio De Sica che vinse l’Oscar o “Le quattro giornate di Napoli” di Nanni Loy o la sua partecipazione al western di Sergio Leone “Il buono, il brutto, il cattivo”.

Incisivo anche il personaggio di Don Mariano, sordido usuraio del film “Rosa Funzeca” con Ida Di Benedetto, presentato nel 2002 agli eventi speciali della 59a Mostra del Cinema di Venezia.  Fra le sue regie più riuscite ricordiamo “L’uomo, la bestia e la virtù”, “Il malato immaginario” e nel 2003, per il 150° anniversario della nascita di Eduardo Scarpetta, rappresenta a Napoli “Una commedia in famiglia”, inedito del commediografo partenopeo. L’interpretazione di Verri in “Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello, gli valse al Teatro Comunale di Bologna, il Premio Nettuno d’Oro, riconoscimento di grande prestigio perché assegnato esclusivamente dal pubblico. Un altro trionfo lungo quasi mille repliche è stato “La fortuna con l’effe maiuscola”, in cui è l’indimenticabile Erricuccio.

Aldo Giuffré scrittore lo ritroviamo sensibile, curioso, riflessivo, a tratti nostalgico nei suoi quattro romanzi: “In viaggio con amore”, “Amici come prima”, “I Coviello protagonisti in provincia” e “ La meravigliosa storia di Antonio Maraviglia”.

(dall’ufficio stampa)

 

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