Favino, moderno Arlecchino

Favino, moderno Arlecchino

Pierfrancesco Favino

Pierfrancesco Favino

Tre ore di risate con Pierfrancesco Favino, brillante interprete al Teatro Diana di Napoli di Servo per due. La commedia, versione italiana di “One man, two guvnors” di Richard Bean, è tratta dal classico “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni. La commedia dell’arte goldoniana era un canovaccio scritto nel 1745 in funzione di Antonio Sacchi che recitava improvvisando. Favino e Sassanelli, registi e interpreti dello spettacolo, ne firmano traduzione e adattamento con Marit Nilsen e Simonetta Solder.

Il pubblico entra in sala e ad accoglierli è una fantastica colonna sonora anni Trenta a cura del gruppo Musica da Ripostiglio. Strepitosi musicisti/attori, scherzano, accompagnano, completano l’opera attraversando un’epoca d’oro di canzoni e artisti famosi, dal Trio Lescano a Wanda Osiris, da Beniamino Gigli a Natalino Otto fino a Nino Rota. Se Bean ambienta la storia nella Brighton del ’63, Favino e Sassanelli la trasportano nella Rimini del ’36, nel periodo fascista, con tanto di ritratto del Duce che campeggia nella casa dei suoi padroni. Favino è infatti Pippo, moderno Arlecchino, perennemente affamato e a caccia di buone occasioni. Ne nasce una esilarante stand-up comedy che coinvolge i malcapitati spettatori che chiama sul palco in una serie di equivoci, doppi sensi, gag, fughe, corse, slapstick, battute. Belle le scene di Luigi Ferrigno, i costumi di Alessandro Lai, le luci di Cesare Accetta, le coreografie di Fabrizio Angelini. In scena due ottime compagnie di attori, Gli Ipocriti e il Gruppo Danny Rose che recitano, cantano e ballano.

Favino, straordinariamente bravo nell’eloquio, nella mimica, nella battuta fulminante, nell’improvvisazione, mostra tutta la versatilità e il talento, capace di spaziare da Romanzo di una strage a Suburra, da Pane e libertà (nel ruolo di Giuseppe di Vittorio) a Romanzo Criminale alla commedia. Divertenti anche i camerieri Alfredo e Gennaro (Totò Onnis e Paolo Sassanelli) e, tra messaggi consegnati ai destinatari sbagliati, tra piccole bugie e pasticci, Pippo sistema ogni cosa e conquista l’amata Zaira.

 

 

Share