Frammenti di tempo: Sandro Pertini

Frammenti di tempo: Sandro Pertini

di Gilda Valenza

 Negli anni ’80 ero la fotografa dell’Hotel Excelsior, il più importante albergo di Napoli. In quegli anni passavano di lì tutti i personaggi più rilevanti dell’epoca, politici, attori, registi, poeti, pittori, Italiani e stranieri. Io avevo l’incarico di fotografare i personaggi per conto della loro rivista, il “Ciga Hotels Magazine”, una bella rivista patinata che veniva offerta agli ospiti di tutta la catena di alberghi Ciga d’Italia.

Essendo giovane, non mi rendevo conto in quale mondo privilegiato io vivessi. Per me era normale incontrare Alberto Sordi, Alessandro Gassman, Giancarlo Giannini, Walter Chiari, Ursula Andress, Helmut Kohl, Giulio Andreotti e tanti altri.

Un giorno mi avvisarono che avrebbero avuto come ospite l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini: avrei dovuto quindi fotografarlo per documentare il suo passaggio nell’albergo di Napoli.

Nel giorno stabilito, mentre ero in attesa nell’atrio, vidi all’improvviso questa figura sottile entrare con solo due uomini di scorta. Avanzava con passo veloce e si dirigeva con piglio deciso verso l’ascensore.

Avevo allora, oltre alla macchina fotografica e all’ingombrante flash laterale, anche una batteria piuttosto grande e pesante. Inoltre, la macchina fotografica non aveva l’autofocus: dovevo quindi mettere a fuoco la persona man mano che camminava.

Il Presidente si diresse con decisione verso l’ascensore, ma il protocollo non mi permetteva di entrare con lui. Dovetti quindi precipitarmi lungo le scale con tutto l’armamentario facendo gli scalini a due a due per trovarmi fuori l’ascensore prima che arrivasse al piano.

Giunsi trafelata in tempo per fare due o tre scatti. Mentre lui continuava a camminare spedito senza badare a me, io ero costretta ad indietreggiare correndo per avere un po’ di distanza da lui, mettendo a fuoco l’immagine e nello stesso tempo schivando gli angoli e le pareti che erano dietro di me. Pochi passi mi parvero la scalata di una montagna.

Lui si infilò in camera con grande velocità, ma fortunatamente riuscii a immortalarlo senza incidenti. Avevo lo scatto per il “Ciga Hotel Magazine”: potevo tirare il sospiro di sollievo.

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