Gragnaniello parla di “Neapolis Mantra”

Gragnaniello parla di “Neapolis Mantra”

Grande attesa per lo spettacolo Neapolis Mantra, ideato dal coreografo italo-africano Mvula Sungani, in scena giovedì 2 dicembre, alle ore 21, al Teatro Augusteo di Napoli. Un grande evento che coniuga la physical dance dell’étoile Emanuela Bianchini e le canzoni di Enzo Gragnaniello, poeta e interprete unico dalla voce calda, vibrante, profonda e melismatica. Lo spettacolo è prodotto da Arealive in collaborazione con Sorrento Incontra, MSPD Studios, Asi Nazionale, Calandra Institute – City University of New York e ILICA USA. Un viaggio visivo-sonoro, poetico-coreutico nelle emozioni profonde, traghettati dalla voce ricca di sfumature, mantrica, viscerale e black di Gragnaniello, amato da sempre dal pubblico per la sua ispirazione, coerenza, sensibilità.Ai lettori di NT il noto cantautore racconta l’evento.
Gragnaniello, come nasce l’idea di un’opera multidisciplinare che mette insieme musica, parola, canto, movimenti coreutici?

“È un’idea del coreografo Mvula Sungani, mio ammiratore, che mi ha proposto di creare movimenti fisici sulle mie canzoni, un concerto dal vivo con ballerini: oltre ad Emanuela Bianchini, l’étoile, Damiano Grifoni, primo ballerino e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. Si intrecciano musica, testi e danza ma non si tratta di balletti bensì di physical dance, ideata da Sungani e da Bianchini, con coreografie evocative e spirituali”.

Le scenografie sono minimali, per dare più risalto ai versi e alla musica, ai corpi in movimento. Sul palco la band con cui siete affiatatissimi, con un concerto in acustica.

“Sì, sono scenografie essenziali per dare un movimento alla poesia, alle emozioni. Il coreografo ha scelto tante mie canzoni famose. Ne abbiamo parlato e non potevo che essere d’accordo: ha scelto le più belle! Con il gruppo c’è grande affiatamento e suoniamo in acustica, con basso e batteria: con me sul palco Pietro Gallo (mandolina), Erasmo Petringa (violoncello), Marco Caligiuri (batteria), Antonio Maiello (chitarra). Firma i testi teatrali Antonino Giammarino; in scena l’attrice Federica Totaro; Erasmo Petringa cura gli arrangiamenti delle mie musiche”.

Le sue canzoni parlano di amore e di bellezza guardando al cielo, oltre, di ricerca interiore e di spiritualità

“Sì, guardo oltre, cercando di entrare in sintonia con la parte spirituale, fregandomene di altre cose come le mode attuali che domani saranno superate. Non mi sono mai interessato all’apparire”.

Ha scritto per grandi artisti quali Roberto Murolo, Mia Martini, Dulce Pontes, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni, Arisa- Li ha scelti in base alla sintonia, all’affinità artistica?

“Sembrerà strano ma loro hanno scelto me! E anche nei miei album, nei concerti, ho stretto tanti incontri, realizzato diversi duetti. Nel mio ultimo cd uscito lo scorso ottobre, “Rint’ ‘o posto sbagliato”, in un brano, “Suonn’”, duetto con Peppe Barra e in un altro, “’O razzism’”, con Raiz, con il quale abbiamo girato il video tratto dal singolo. Il brano parla della condizione sbagliata che è nella mente e nei comportamenti disarmonici, negativi, violenti. L’album racchiude dodici brani inediti, in napoletano, ed uno scritto in italiano, “Scrivi una canzone per mia madre”, sulla sofferenza delle donne abbandonate, un monito agli uomini che le lasciano con i figli portando da sole la croce sulle spalle. Per affrontare certi temi non si tratta di essere uomini o donne, ma di avere sensibilità”.

(Foto di Riccardo Piccirillo)

 

 

 

 

 

 

 

 

Share