I settant’anni di Phil Collins

I settant’anni di Phil Collins

Tutti ricordano la melodia di successi quali “In the Air Tonight”, “Another Day in Paradise”, “Against All Odds (Take a Look at Me Now)”, “One More Night”, “A Groovy Kind of Love”, “Can’t Stop Loving You”, il ritmo di “Sussudio”.

Phil Collins ne è autore e splendida voce pop rock. Ha appena compiuto 70 anni l’ex Genesis che presto il pubblico avrebbe dovuto rivedere dal vivo nell’annunciata reunion con Mike Rutherford e Tony Banks in un tour nel Regno Unito dal titolo “The last domino?”.

Nel gruppo sarebbe subentrato Nick, il figlio di Phil Collins, alla batteria, poiché da anni l’ex batterista della storica band inglese è costretto a cantare stando seduto a causa di problemi con la schiena. “We’re ready, but the world isn’t… yet!” (noi siamo pronti, ma il mondo ancora non lo è), ha scritto il musicista su Twitter per annunciare il rinvio della tournée causa Covid.

Voce solista e frontman del gruppo, quando la star Peter Gabriel lasciò i Genesis, Collins fino ad allora era stato valente batterista, cantando nei cori. Era stato voce solista di poche canzoni, come “For Absent Friends” (dal capolavoro “Nursery Crime”) e “More Fool Me” (dall’altra pietra miliare “Selling England by the pound”). Dopo innumerevoli provini per trovare un sostituto del geniale Gabriel, per caso si cimentò Collins, a partire dall’album “A Trick of the Tail” (1976), il primo dopo l’uscita di Gabriel dal gruppo. E gli arrise il successo anche in veste di cantante.

Più di 150 milioni di copie dei suoi album da solista vendute nel mondo, è tra i tre artisti, insieme a Paul McCartney e Michael Jackson che hanno venduto oltre 100 milioni di album in tutto il mondo sia come solisti che come componenti di band. Ha vinto 7 Grammy Awards, 5 BRIT Awards, 2 Golden Globe, un Premio Oscar, un MTV Video Music Awards e un Disney Legends e la sua stella campeggia sulla Hollywood Walk of Fame.

Non male per un giovane musicista di talento approdato in una band che avrebbe segnato la storia del prog rock e dell’arte a venire grazie rispondendo quasi per caso ad un’inserzione sul giornale.

Poliedrico, dal tocco di classe, caposcuola, maestro di stile, lavora anche per il cinema in veste di attore e di doppiatore. Dimostra la sua fama il video della sua canzone “In the Air Tonight”, trasmesso su YouTube l’estate scorsa subito diventato virale. La classe non è acqua e Phil Collins ha attraversato settant’anni da autentico innovatore, colpevole, per i fan dei Genesis, di aver svoltato nel pop, destinato piuttosto al successo planetario, consumandosi nel fisico come molti batteristi ma non nello spirito indomito.

 

 

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