Il linguaggio dell’anima risuona in Arena

Il linguaggio dell’anima risuona in Arena

Ludovico Einaudi è l’autore classico più ascoltato in streaming di tutti i tempi. Consacrato al successo dagli album “Le onde” e “Nightbook”, presenta oggi il suo nuovo progetto, “Seven Days Walking”, sette album che usciranno, uno alla volta, in sette mesi consecutivi (fino a settembre 2019). La collezione racconta gli incontri durante la passeggiata, la natura benigna o ostile, la neve o il sole, le varie emozioni. E proprio “Seven Days Walking – Day One”, il primo dei sette album, pubblicato lo scorso marzo, ha suonato nell’elegante concerto all’ Arena Flegrea, tappa napoletana del Noisy Fest 2019.

La sua passeggiata in pieno inverno, nella neve, apre sulle note di “Low Mist (var 1)”, concezione del tempo che scorre, dei battiti vitali. Il compositore regala intense emozioni con il suo pianismo elegante, accompagnato nel viaggio sonoro da Federico Mecozzi al violino e Redi Hasa al violoncello. Poetiche, intime, “Cold Wind”, “Ascent”, “Fox Tracks”, “The Path Of The Fossils”, “Golden Butterflies”, “A Sense Of Simmetry”, “Experience”, raccontano l’impalpabile in un tempo di sospensione – qui e altrove, l’istante e l’eterno. Sul maxischermo scorrono immagini surreali, stilizzate di cieli, nuvole, tramonti, piante nel vento per sottolineare melodie ripetitive e sospese, in un unico battere d’ali. Il pubblico è affascinato e attento e sa di seguire un grande compositore che parla solo attraverso la sua musica, senza proferire neanche una parola. Non ce n’è bisogno – il suo linguaggio è quello dell’anima.

Ludovico Einaudi, pianista e compositore di fama internazionale, figlio dell’editore Giulio e nipote di Luigi, ex presidente della Repubblica Italiana, è amato in tutto il mondo come autore di musiche per colonne sonore di celebri film e serie tv come “Dottor Zivago” di Giacomo Campiotti, “Acquario” di Michele Sordillo, per il quale ha vinto la Grolla d’oro come migliore colonna sonora, “Aprile” di Nanni Moretti, “Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni, “Sotto falso nome” di Roberto Andò, “Quasi amici” di Olivier Nakache e Éric Toledano, “Joaquin Phoenix – Io sono qui!” di Casey Affleck.

Nel 2013 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal ministro della Cultura e della Comunicazione della Repubblica francese. Allievo di Luciano Berio, ama la musica a 360 gradi, spaziando dal jazz al rock, dalla classica alla minimalista, new age, ambient fino all’elettronica.

Ha suonato nei più importanti teatri del mondo e collaborato con musicisti di differente formazione e provenienza, da Djivan Gasparyan a Ballakè Sissoko, da Mercan Dede a Paolo Fresu.

 

 

 

 

 

 

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