“Imagine”, sempre fresca a 50 anni

“Imagine”, sempre fresca a 50 anni

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico.
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità

Ci sono canzoni eterne, che seducono ogni tipo di pubblico, perché sanno parlare alle emozioni profonde: “Imagine” è una di queste. John Lennon, nel 1971, incide l’omonimo album, ricco di altri belli e famosi brani: “Jaelous Guy”, “It’s So hard”, “How?”, “Oh My Love”, raggiungendo il vertice della sua breve, intensa, splendida carriera solista, regalando al mondo un classico della musica pop, una canzone monumento.

“Imagine” è il brano più rappresentativo della carriera solista di Lennon, assieme a “Jealous Guy”, “Mind Games” e “Woman”. “Imagine” è un inno, ancora forte dopo 50 anni dalla sua incisione, che ha attraversato più generazioni e culture.

Nel 1971 la prestigiosa “Radio Luxembourg” e la rivista Record World eleggono “Imagine” “album dell’anno” e, ancora oggi, a testimonianza della fondamentale importanza che ha assunto il brano nell’ambito della carriera di Lennon e della storia della musica popolare del XX secolo, in vari referendum indetti dai principali magazine musicali, è stata definita “canzone del secolo”, la “pop-song più votata di tutti i tempi”.

Gli Anni Settanta rappresentano un momento di ricerca spirituale nel mondo della musica pop-rock, e così nascono canzoni ispirate come la celeberrima “My Sweet Lord” di George Harrison e “Imagine”. Lennon dichiarerà di aver tratto ispirazione dalle poesie della moglie Yoko Ono. Mai come oggi, parafrasando i Beatles, “All You Need Is Love” e, come direbbe John, c’è bisogno di sognatori – ma bisogna sognare tutti insieme per cambiare il mondo, cambiando prima di tutto noi stessi.

 

 

 

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