Julien Temple, anima punk al City Film Festival

Julien Temple, anima punk al City Film Festival

Il regista Julien Temple

Il regista Julien Temple

IL REGISTA INGLESE E’ STATO OSPITE DELLA RASSEGNA PARTENOPEA

Julien Temple è considerato un maestro del documentario musicale. Ma per descrivere un’opera cinematografica incentrata su artisti di genere rock non parlategli di “rockumentary”. «Odio questa parola – precisa il regista londinese – perché non mi fa pensare a un racconto spontaneo. Mi piace di più il concetto di “music film”». Del rapporto con la musica, così centrale nella sua vita, Temple ha ragionato a lungo a Napoli, ospite della prima edizione del City Film Festival – L’immagine della città, un festival di cinema documentario e fotografia dedicato alla rappresentazione della città, promosso dall’associazione Ugo Matania e diretto da Silvia Angrisani e Lorenzo Cioffi.

Dal 27 novembre al 3 dicembre, la rassegna ha proposto proiezioni, incontri e mostre ospitati tra l’Institut Français di Napoli – Grenoble, Casa Matania, Palazzo Serra di Cassano e la Mediateca Santa Sofia. Di Julien Temple sono stati proiettati al festival tre lungometraggi dedicati ad altrettante città che lo hanno ispirato: Requiem for Detroit?, London – The Modern Babylon, e Rio 50° – carry on carioca. «Tre metropoli che hanno in comune una forte energia musicale», ha raccontato l’autore di Absolute Beginners e di videoclip per Judas Priest, David Bowie e Depeche Mode. «La musica è una forza positiva che mi ha stimolato fin da piccolo. – ha continuato – È una specie di carburante che preferisco al parlato in questi miei racconti dedicati a Detroit, Londra e Rio de Janeiro».

Considerato il “filmmaker punk” per eccellenza (suoi i documentari sui Sex Pistols e diversi altri artisti della scena musicale britannica), Temple ha ricordato l’entusiasmo degli esordi («negli anni Settanta si facevano film con pochissimi soldi ma con molta libertà e passione»), e la fascinazione per un movimento culturale e musicale, il punk appunto, solo apparentemente lontano dalla sua formazione di studente di Cambridge, e di cui ancora avverte (e rimpiange) tutta la dirompenza. «Oggi purtroppo la musica non innova, piuttosto ricicla. Non assistiamo più a quelli che in passato sono stati autentici fenomeni di rottura, movimenti capaci di avere ricadute sulla società. Eppure, la crisi che avvertiamo suggerirebbe il contrario».

In attesa di tornare dietro la macchina da presa per realizzare un drama movie sul gruppo musicale dei Kinks, Julien Temple non ha mancato di dire la sua su Napoli. «Una città affascinante che conosco poco ma di cui vorrei sapere di più. La sua tradizione musicale è straordinaria. Chissà che non possa essere al centro di un mio prossimo progetto documentario».

 

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