“La stanza”: da Amazon prime video

“La stanza”: da Amazon prime video

I film di genere mancano dalla scena produttiva italiana da anni. La grande maggioranza di quelli prodotti in Italia è composta da commedie e pellicole impegnate (con queste ultime peraltro sempre più rare). Quando un’opera come “La stanza”, rilasciata il 4 gennaio 2021 su Amazon Prime Video, vede la luce, è quindi sempre una bella notizia.

Prodotto da Lucky Red e diretto da Stefano Lodovichi, regista alla sua opera terza, “La stanza” è un thriller molto vicino all’horror, che sopperisce alla scarsità di budget con ottime idee e grandi professionalità. Imperniato intorno alle relazioni e ai conflitti che vengono a crearsi tra i tre personaggi principali, interpretati molto bene da Guido Caprino, Camilla Filippi e Edoardo Pesce, il film non esce mai dalla casa che gioca un ruolo chiave nella vicenda narrata.

La pellicola comincia con Stella (Filippi) che, vestita da sposa, tenta di suicidarsi gettandosi dal balcone. Viene fermata nel suo intento dal suono del campanello, che annuncia l’arrivo di Giulio (Caprino), il quale conosce stranamente bene quella casa e porta con sé terribili verità. La trama non può essere descritta oltre per non rovinare il piacere della visione, ma si può dire che il film (molto breve) regge col passare dei minuti e raramente tentenna nella narrazione.

Grande merito, come detto, va ai professionisti che hanno lavorato alla pellicola: la scenografia di Massimiliano Sturiale rende un posto tanto inquietante quanto visivamente interessante la casa; la fotografia di Aliprandi non è da meno e infine ovviamente, la regia di Lodovichi, che rispetta gli stilemi del genere di appartenenza della sua opera, senza mai scadere nella banalità.

Un punto debole è forse da trovare nella sceneggiatura, che a una prima ora piuttosto solida e capace di tratteggiare bene nelle loro sfumature le emozioni dei personaggi, fa seguire un terzo atto in cui, dopo la rivelazione che è il motore di tutto il film, la narrazione si sfilaccia e perde di coesione. Questo però non pregiudica tutto quanto di bello c’è: “La stanza” è un buon film di genere, che attraverso una forte idea di base riesce a porre sullo sfondo i suoi limiti.

Angelo Matteo

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