Avagliano, l’editore gentiluomo

Avagliano, l’editore gentiluomo

 

Ci ha lasciato Tommaso Avagliano, il professore, lo scrittore, il poeta, l’editore gentiluomo, nato a Cava de’ Tirreni l’8 settembre 1940, che ha speso tutta la sua vita per la cultura, che non ha mai smesso di esprimere la propria passione per i libri con l’impegno costante e proficuo nella casa editrice Avagliano che successivamente nel 2005, ha preso una nuova sigla editoriale: Marlin, che fa riferimento al mitico pescespada di cui racconta Ernest Hemingway nel romanzo “Il vecchio e il mare”.

Scelte oculate le sue, come la pubblicazione dei romanzi “Francesca e Nunziata” di Maria Orsini Natale e “Il resto di niente” di Enzo Striano, tradotti in molte lingue e divenuti film di successo. Ancora altri autori come Bufalino, Prisco, La Capria, Compagnone, Ghirelli, Marotta, Patti, Serao, Fruttero & Lucentini, Veraldi, De Roberto, Afeltra, Russo, Parise, hanno dato respiro nazionale alla casa editrice. Numerosi e importanti riconoscimenti non sono mancati per il lavoro straordinario e qualificato, che Tommaso Avagliano svolgeva insieme al figlio Sante, coniugando tradizione e modernità, che ha portato alla nascita di notevoli collane di narrativa, saggistica e storia.

Il mio ricordo risale ai tempi in cui si frequentavano gli editori, ci si vedeva da vicino, per confrontarsi e prendere insieme decisioni sul lavoro da pubblicare, sulla copertina, sulle foto e c’era il piacere di incontrarsi, di prendere un caffè insieme. Molti anni fa ero in compagnia del professore, con l’indimenticabile scrittrice vesuviana Maria Orsini e Anna Maria Liberatore, per pubblicare i nostri versi raccolti in “Canto a tre voci”. Una bella esperienza di amicizia, condivisione e collaborazione, sotto lo sguardo indagatore, ma anche benevolo e sorridente di Tommaso.

La mia frequentazione con la casa editrice è durata nel tempo e mi ha permesso di realizzare altri volumi, questa volta siglati Marlin, interessanti saggi scritti con Dacia Maraini: “Dentro le parole”, “Dacia Maraini in cucina” e quest’anno, fresco di stampa, un serrato dialogo con la grande scrittrice sugli argomenti più svariati, intitolato “Alfabeto quotidiano”.

Mai avrei voluto salutarlo per un viaggio senza ritorno, ancora tanto avrebbe significato per chi lo apprezzava e lo considerava un punto di riferimento sicuro. Ora tocca solo a Sante, formatosi alla scuola del padre, continuare il cammino già tracciato con serietà e professionalità.

«Piangimi di un pianto breve, nato dal segreto del cuore. Dimmi una tua parola tenera: di me ricorda, quando con me non sarà più la vita». Questi i versi che Tommaso Avagliano ha scelto per la sua epigrafe, prima di andarsene, da un antico poeta greco anonimo.

 

 

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