Madre Courage parla in napoletano

Madre Courage parla in napoletano

La Talentum Production, in collaborazione con l’Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema e con il Teatro Instabile Napoli “Michele Del Grosso”, propone dal 10 al 12 maggio 2019 al Tin (Teatro Instabile Napoli) Mater camorra e i suoi figlii, adattamento da Brecht di Gianni Sallustro (regia) e Nicla Tirozzi anche pårotagonisti dello spettacolo. Lo spettacolo è dedicato a Gaetano Montanino, a dieci anni dalla sua morte, riconosciuto “vittima del dovere” con decreto del capo della polizia del 13 marzo 2013.

Lo spettacolo ha il patrocinio morale del Comune di Napoli, (assessorato alla Cultura), di Libera Campania, di Articolo 21, di Radio Siani, di Agende rosse.

Questo lavoro, nato da un’idea di Michele Del Grosso– dice il regista Gianni Sallustro –  è stato allestito da me in diverse occasioni; lo metto in scena dopo avere preparato gli attori attraverso il workshop “Il teatro epico di Brecht”, e di una delle sue opere più significative che è “Madre Courage”. Di questo capolavoro abbiamo fatto la decodifica del testo, dei suoi personaggi per poi passare alla messinscena del testo, rielaborato in dialetto napoletano”.

Caratteristiche del lavoro è il linguaggio con cui si esprimono gli attori è un insieme dei vari dialetti campani. “Lo zoomorfismo- spiega Sallustro– è una caratteristica fondamentale dei personaggi dello spettacolo per sottolineare la loro bestialità. La “Guerra dei Trent’anni” viene attualizzata nello scontro perenne fra i clan. La presenza nello spettacolo di un coro greco di animali che sottolinea le parti salienti del testo. É come se ci si immergesse in una giungla. I costumi ricoperti di soldi macchiati di sangue: il denaro, unico interesse dei camorristi. L’unico elemento scenografico è un carro che, sui quattro lati, è composto da quattro sculture che riproducono le capuane Matres Matutae che, come sfingi, custodiscono l’enigma della vita”.

 

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