Vittorio Marsiglia

Arezzo 29... in tre minuti

Torna in scena al teatro Totò di Napoli fino all’8 marzo, un classico della comicità partenopea: Arezzo 29… in tre minuti. La commedia, scritta da Gaetano e Olimpia Di Maio, veste nuovi panni nell’edizione diretta da Gaetano Liguori. Al suo fianco, Caterina De Santis, nel ruolo della moglie, e Davide Ferri.

Senza tradire l’originale, il regista modernizza leggermente il linguaggio per un testo un testo che fu lanciato e reso celebre da una coppia d’eccezione: Luisa Conte e Nino Taranto. Nei panni del protagonista, c’è un insolito Vittorio Marsiglia, che abbandonata la chitarra, il cabaret e le macchiette, affronta la drammaturgia.

Vittorio Marsiglia

Che cosa ti ha convinto ad abbandonare i panni conosciuti per entrare in quelli di un personaggio teatrale, il tassista Salvatore?

“L’invito di Gaetano Liguori mi ha interessato venticinue anni dopo la mia prima esperienza teatrale”.

Di che cosa si trattava?

“Della commedia Definitivo, quasi provvisorio. Ma alla fine il pubblico comunque mi chiedeva di cantare. Rinunciai. Oggi, con tanta esperienza in più, mi sento di riprovare”.

Non ti spaventa L’illustre precedente, con Luisa Conte e Nino Taranto?

“Non ho mai visto questo spettacolo e ho preferito lavorare secondo il mio modo di essere, lasciandomi guidare dal regista, così mi sento più libero”.

Come sarà il tuo taxi driver, allora?

“Esattamente come me, con i miei gesti e il mio modo di muovermi”.

Oltre al teatro, c’è stato anche più di un film nella carriera di attore, accanto a quella affermata di macchiettista e cabarettista.

“Sì, l’ultima e recente bella esperienza è quella della pellicola girata con Franco Nero, Mario il mago tre anni fa. Mi ha spinto a mettermi in gioco. Accetto il rischio di non piacere al pubblico, ma un artista deve lavorare a tutto campo e credo che la sorpresa potrà essere piacevole”.

Vittorio Marsiglia

Progetti per il futuro?

“Per il momento c’è questo spettacolo, che ad aprile sarà in cartellone al Bracco, ma tra una replica e l’altra  promuoverò Buon divertimento, il mio ultimo cd di canzoni umoristiche. Non contiene macchiette, perché l’humour di certi brani di per sé è divertente e sottile, mentre la macchietta è altro, è una caricatura, un modo di portare al paradosso le situazioni”.

Che cosa pensi dei comici d’oggi?

“Credo molto nei giovani, ma i tempi cambiano e cambia anche la comicità. Purtroppo spesso basta far ridere per essere portati in palcoscenico. Quel che conta non è ciò che si è, ma ciò che si fa. Totò non era un comico nella vita. Molti di questi sono dei Totò anche nella vita”.

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