Mostra, film e teatro per Nekrosius

Mostra, film e teatro per Nekrosius

Un’assenza/presenza quella del compianto regista Eimuntas Nekrosius, legato fortemente all’Italia e al Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio. Nelle edizioni 2017 e 2018 della rassegna il maestro lituano ha realizzato a Napoli il progetto laboratoriale Theatre Bridges, focalizzato sul prezioso lavoro documentaristico di Svetlana Aleksievic, autrice di “Preghiera per Cernobyl”, “Ragazzi di Zinco”, “Tempo di seconda mano”, “La vita in Russia dopo il crollo del comunismo”.

La nuova edizione del Festival ha aperto con “Zinc (Zn)”, spettacolo che ha debuttato nel 2017 a Vilnius, allo State Youth Theatre, il teatro che ha visto gli esordi di Nekrosius. In anteprima, al Teatro Politeama di Napoli, è stato proiettato il documentario “Eimuntas Nekrosius: Pushing the Horizon Further”, regia e sceneggiatura di Audronis Liuga, direttore dello Youth State Theatre.

La lunga intervista dipinge a tutto tondo la personalità, l’ispirazione nell’approccio al lavoro del mitico regista, alternando i suoi racconti con le prove dello spettacolo “Boris Godunov” da Alexander Puskin, performance diretta da Nekrosius nel 2015 al Lithuanian National Drama Theatre. All’epoca il regista era direttore artistico al Teatro Olimpico di Vicenza, dove per tre anni ha diretto il Ciclo di Spettacoli Classici. Liuga, già aiuto regista di Nekrosius in “Verso Macbeth” alle Orestiadi di Gibellina, coglie l’umanità dell’artista, laconico, riservato, che si apre a fatica, mettendo a parte delle sue piccole, grandi scoperte delle meraviglie del teatro. “Mi ha insegnato senza insegnare”, rivela il regista con ammirazione e rispetto per un grande del pensiero. Agli attori Nekrosius stimola il modo di stare in scena, l’intonazione, il saper rappresentare la monotonia facendo vibrare una nota di disperazione: essere onesti, questo conta. “Non sono indifferente alla vita – confida nell’intervista – non mi aggrappo ad essa ma neanche la lascio andare”. Lontano dal cliché che vuole che l’età sia sinonimo di conoscenza e saggezza, spiega che spesso è vero il contrario. Forse fa del concettualismo, ma ciò sarà utile nel futuro. Offre piccoli grandi spunti ai suoi attori e ricorda loro che in teatro la morte deve essere grandiosa. Cita Proust e regala perle, con pudore, con dignità, offrendo una lezione di vita.

Da non perdere la mostra a Palazzo Fondi, “Il Meno Fortas di Eimuntas Nekrosius”, a cura di Audronis Liuga e Julija Reklaitè, in prima assoluta a Napoli (aperta fino al 14 luglio, da giovedì a domenica dalle 17 alle 20). Fotografie, decorazioni, bozzetti di costumi e oggetti di scena e appunti dei suoi spettacoli, per raccontare la “Meno Fortas”, la compagnia fondata e diretta da Nekrosius. Dopo Napoli, la mostra sarà a San Pietroburgo (Russia), Lublino (Polonia), Vilnius (Lituania).

L’omaggio si completa con la prima nazionale di “Zinc”, allestimento ispirato ai romanzi del premio Nobel per la letteratura Svetlana Aleksievič: le tante piccole tragedie individuali dimenticate, ricordate in questi giorni da una miniserie televisiva HBO e Sky, sono raccontate con la potenza del teatro di un grande visionario.

 

 

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