Musica e Mostre al San Carlo

Uto Ughi

Per la stagione sinfonica del Teatro San Carlo di Napoli venerdì 17 alle ore 20.30 e domenica 19 febbraio, alle ore 18, il direttore Hubert Soudant e Uto Ughi suonano Ludwig van Beethoven (concerto in re magg. op. 61 per violino e orchestra) e Robert Schumann (sinfonia n.2 in do magg. op.61).

Uto Ughi, considerato tra i maggiori virtuosi del violino del nostro tempo, torna al lirico partenopeoo dopo quasi quattro anni, con un concerto per violino e orchestra dedicato a Beethoven, uno dei musicisti a lui più cari con Paganini, Vivaldi e Bach.

In occasione del concerto nel foyer del teatro San Carlo, sarà inaugurata la mostra “Arte e musica. Dipinti per Uto Ughi” a cura di Mimma Sardella.  Saranno esposti quadri selezionati tra le opere di Ettore De Conciliis, “artista di grande capacità di contemplazione e introspezione poetica, le cui opere di profondo respiro lirico, sono una ricerca interiore del bello”, scrive il violinista.

Oltre all’esposizione nel foyer, dal 17 al 29 febbraio al MeMus – Museo e Archivio Storico del Teatro San Carlo, all’interno di Palazzo Reale – verrà proiettato il documentario, “Il riflesso dipinto”, realizzato da Carlo Laurenti e Augusto Marchetti, in omaggio all’opera di  Ettore De Conciliis.

Una originale manifestazione extra programma è stata organizzata nel Foyer domenica 19 febbraio alle ore 11. L’Ensemble di Ottoni e Percussioni, con la direzione di Maurizio Agostini, propone un Carnevale in musica. Annie Pempinello presenta la gioiosa mattinata dedicata ai bambini, sulle note di capolavori tratti da un repertorio lirico e di balletto. Saranno eseguite composizioni di Ottorino Respighi (Belkis, regina di Saba | Danza guerresca); Georges Bizet (Carmen | Suite); Hoagy Carmichael (Stardust); Stephen Sondheim (Send in the Clowns); Nino Rota (Rota! | Suite); David Short (Tango); Harry Warren (I Only Have Eyes for You); Jacob Gade (Jealousy); Antonio Carlos Jobim (Garota de Ipanema); George Gershwin (Rhapsody in Blue).

Un concerto vivace e brillante, dunque, che spazia dalla musica classica, toccando il jazz e le più famose colonne sonore scritte per il cinema, fino al tango e ai ritmi latino-americani. Il tutto eseguito dalle due “famiglie” di strumenti musicali più forti e chiassosi, per l’occasione denominati “fracassoni”.

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