Nel ventre dell’inconscio

Nel ventre dell’inconscio

TORNA IN SCENA “LA CUPA”, IL COLOSSAL TEATRALE DI MIMMO BORRELLI

 

 

E’ un’opera colossale, un poema in versi e canti dedicato alla Terra, “pianeta, che viene risucchiato nel vuoto delle coscienze e della memoria del nostro tempo”, dice l’autore, interprete e regista, tra i più apprezzati e innovativi della nuova drammaturgia italiana. Torna in scena in un’unica serata al Teatro San Ferdinando di Napoli dal 27 febbraio all’8 marzo 2020, La cupa di Mimmo Borrelli. La scrittura del drammaturgo flegreo non ha vie di mezzo: sanguigna, verace, poetica ed evocativa, o piace o non piace.

Lo spettacolo, divenuto un cult, è vincitore di nove riconoscimenti, tra cui: Premio Ubu 2018 come Migliore regia e Miglior testo italiano, Premio Lo Straniero 2018, Premio della Critica Teatrale–Anct come miglior spettacolo dell’anno, Premio Le Maschere del teatro italiano 2018 come Migliore autore di novità italiana (Mimmo Borrelli), Migliore autore di musiche (Antonio Della Ragione) e Migliore scenografia (Luigi Ferrigno), Premio Alfonso Gatto poesia, Premio San Gennaro Day come spettacolo dell’anno, e nella versione integrale dura tre ore, più un intervallo.

“La cupa”, una scena

Primo capitolo di un trittico dedicato alla Terra, La cupa è “uno spettacolo che racconta una deriva”. La parola che dà il titolo all’opera va intesa nella doppia accezione, di sentiero stretto che s’apre nelle cave e di buio metaforico, perché affondata nelle tenebre, è la rappresentazione della violenta faida che vede contrapposte due famiglie di scavatori: quella di Giosafatte ‘Nzamamorte, malato terminale di tumore, e del terribile Tommaso Scippasalute. La cava contesa nasconde attività illecite di smaltimento di rifiuti tossici e cadaveri di bambini per il mercato illegale degli organi, ma nasconde soprattutto il passato dei personaggi che la abitano. Ognuno ha il suo orrore inconfessabile, un inferno di colpe e delitti – tra omicidi, pedofilia, infanticidi, stupri – rimossi nel ventre dell’inconscio ma destinati a un eterno ritorno, proprio come la paternità negata di Giosafatte.

Sulle scene di Luigi Ferrigno, i costumi di Enzo Pirozzi, il disegno luci di Cesare Accetta, le musiche e ambientazioni sonore composte ed eseguite dal vivo da Antonio Della Ragione, recitano lo stesso Mimmo Borrelli, Maurizio Azzurro, Dario Barbato, Gaetano Colella, Veronica D’Elia, Renato De Simone, Gennaro Di Colandrea, Paolo Fabozzo, Marianna Fontana, Enzo Gaito, Geremia Longobardo, Stefano Miglio, Roberta Misticone.

 

 

 

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