Pregiudizi di ogni tempo

Pregiudizi di ogni tempo

Fedele alla sua cifra stilistica, Arturo Cirillo affronta la grande letteratura. La sua passione per l’Ottocento lo porta a scegliere Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, al Teatro Mercadante per il NTFI 2019. Un romanzo, che ha nutrito più di una generazione e che, a ben vedere, risulta più che mai attuale nella nostra moderna epoca, in cui i due termini sussistono e si trasformano anche in altro.

L’ironia e il sarcasmo, la sincronia tra parola e gesto, guidano la messinscena dell’opera, già all’epoca considerata provocatoria per il carattere ribelle della protagonista, Elisabeth Bennet, sincera, sfrontata e contro le regole del tempo. A lei poco interessa di “sistemarsi” sposando un buon partito che non le manca grazie alla sua bellezza. Figlia preferita del padre, accetterà soltanto alla fine della vicenda il matrimonio con Darcy che, a causa di un pregiudizio, aveva mal giudicato.

La storia della famiglia Bennet, scorre su una scena quasi spoglia (di Dario Gessati), su cui primeggiano specchi giganteschi, sfondo per eventi, eppure ‘doppi’ di aspetti quasi segreti di animi e di situazioni.

Una regia impeccabile, un meccanismo preciso come un orologio, fa snodare le scene (di Dario Gessati) attraverso anche momenti musicali (di Francesco de Melis) canti e balli, alle entrate e alle uscite dei personaggi con una puntualità che non lascia pause o spazio all’incertezza di quel che sta accadendo. Senza cambi né troppi oggetti se non qualche poltrona, ma con importanti giochi di luce (di Camilla Piccione), la storia si trasferisce dalle camere private, al salone da ballo, alla villa fuori città.

Elemento fondamentale della regia sono i costumi di Gianluca Falaschi, che caratterizzano fortemente i personaggi: la stupida e logorroica madre (Alessandra De Santis), l’intelligente, sarcastico padre (Arturo Cirillo), le figlie Valentina Picello (Elizabeth Bennet), Sara Putignano (Jane Bennet), i giovani pretendenti Riccardo Buffonini (Fitzwilliam Darcy), Rosario Giglio (Collins), Giacomo Vigentini (Charles Bingley), l’amica Giulia Trippetta (Charlotte e Caroline Bingley), caratterizzati dall’orgoglio o dal pregiudizio o da entrambi. Spicca la figura di Lady Catherine de Bourgh, interpretata dallo stesso Cirillo, che ne evidenzia enfaticamente la personalità.

Uno spettacolo da non perdere, tra i migliori del regista partenopeo che fa della leggerezza una qualità determinante. Uno sguardo quasi furtivo della stessa autrice che spia i suoi personaggi dal forte aspetto autobiografico.

Questa, nell’adattamento di Antonio Piccolo, è la prima versione teatrale non solo italiana del testo della Austen (tra i più tradotti e letti), molto rappresentato al cinema e in numerose serie televisive nel mondo per tutto il Novecento e oltre. La vecchia generazione ricorderà lo sceneggiato del 1957 di Daniele D’Anza, interpretato da Virna Lisi, Franco Volpi ed Enrico Maria Salerno.

Ma quelli erano altri tempi.

 

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