Ridotto, stagione 2019/2020

Ridotto, stagione 2019/2020

La prossima stagione del Ridotto del Teatro Mercadante di Napoli, è quasi tutta ispirata, “alla contemporaneità, a testi freschi o visti pochissimo. – spiega il direttore Luca De Fusco – La sala, infatti, è proprio il luogo di ricerca e di spazio per i giovani autori e registi”.

Taglio del nastro, il 14 novembre 2019, con il bel testo wildeano La ballata del carcere di Reading, presentato dalla compagnia Ortensia T, diretto e interpretato da Roberto Azzurro, che dopo “Il processo” prosegue il suo percorso nelle opere di Oscar Wilde interpretate con maestria. La ballata, scritta a Napoli dove Wilde era ospite, è un’opera fortemente musicale, e si avvale del pianista Matteo Cocca che “contrappunta, da Bach a Beethoven a Chopin, momenti di grande intensità”, spiega l’artista.

Dal 3 all’8 dicembre gradito ritorno di Replay di e per la regia di Antonio Marfella, con protagonista Angela Pagano. Lo spettacolo, che racconta la passione “romanista” dell’attrice, è stato un successo del Napoli Teatro Festival Italia, nella sezione Sport Opera. La produzione è di Magazzini di Fine Millennio. L’11 dicembre in scena un grande lavoro di Sarah Kane, “4.48 Psychosis”, nella traduzione di Barbara Nativi, regia di Valentina Calvani, con Elena Arvigo; firma le musiche originali Susanna Stivali. Lo spettacolo rientra negli eventi del convegno internazionale di studi “I am much fucking angrier than you think: Sarah Kane vent’anni dopo”, a cura dei docenti Roberto D’Avascio e Bianca Del Villano. Musica rock, interventi di critici, tra cui Graham Saunders dell’Università di Birmingham, attori e registi per parlare di un’autrice unica.

Dall’8 al 19 gennaio 2020, debutta Tossine, di Tony Laudadio che, su regia di Monica Nappo, ne è anche interprete con Ivan Castiglione e Teresa Saponangelo. Una commedia, produzione del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, sui veleni della vita di coppia. Dal 30 gennaio al 9 febbraio sarà la volta di Oh scusa dormivi, un testo scritto dall’attrice Jane Birkin, sul tema delle relazioni di coppia, per la regia di Marcello Cotugno e interpretato da Anna Ammirati. Il 20 febbraio altro debutto, con un’altra produzione dello Stabile, con lo spettacolo Il dito, della drammaturga kosovara Doruntina Basha, nella traduzione italiana di Elisa Copetti, regia e costumi di Carlo Sciaccaluga; interpreti Chiara Baffi e Alessandra Pacifico Griffini. Al centro del racconto due donne, la madre e la moglie di un uomo scomparso durante la guerra in Kosovo, che inventano mondi ideali nei quali sognare di vivere. Dal 10 al 15 marzo in scena Penelope, drammaturgia e regia di Matteo Tarasco, con Teresa Timpano; le musiche originali sono di Mario Incudine.

Dal 26 marzo al 5 aprile sarà in scena Eden, di Fabio Pisano, per la regia di Pierpaolo Sepe, con Giovanni Ludeno e Monica Nappo. Dal 23 aprile al 3 maggio debutta in prima nazionale Napoli mon amour, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Alessio Forgione, nell’adattamento di Mariano D’Amora, per la regia di Rosario Sparno. Al centro della storia, “una Napoli che è condanna azzurro mare”. La produzione è del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale; le scene e i costumi sono di Luigi Ferrigno e dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Dal 14 al 24 maggio in scena Selene – Personaggi in cerca di libertà, un progetto di Putéca Celidònia, drammaturgia e regia di Emanuele D’Errico, con Clara Bocchino, Marialuisa Diletta Bosso, Teresa Raiano, Dario Rea, Umberto Salvato. La produzione è del Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale in collaborazione con Mutamenti/Teatro Civico 14. Emanuele D’Errico è un giovane talento emerso dal primo triennio della Scuola del Teatro Stabile di Napoli, così come tutti gli altri protagonisti dello spettacolo.

L’8, il 9 e il 10 maggio andrà in scena un appuntamento extra alla Sala Assoli: Dov’è la vittori” di BEstand: Agnese Ferro, Dario Postiglione e Giuseppe Maria Martino che ne firma anche la regia; protagonisti Martina Carpino, Luigi Bignone, Manuel Severino. La produzione è del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale e Casa del Contemporaneo. E la Stagione si completa con la musica dell’Ensemble Dissonanzen, che propone quattro concerti dedicati al dialogo nella più ampia accezione, come spiega Tommaso Rossi, flautista e direttore artistico della Scarlatti. Il progetto si avvale della collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli- Teatro Nazionale, l’Istituto Universitario l’Orientale e il liceo coreutico Boccioni-Palizzi. Prosegue anche la collaborazione dello Stabile con l’Associazione Alessandro Scarlatti. “proponiamo due importanti concerti: il primo segna il ritorno a Napoli di Nicola Piovani, con il progetto La musica è pericolosa”, il secondo chiuderà la stagione presentando per la prima volta a Napoli il violinista Kristòf Barati, impegnato con il pianista Enrico Pace, secondo dei tre concerti che la Scarlatti dedicherà nel 2020 all’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven nel 250esimo anniversario della nascita”.

Altra novità della stagione, “Teatro Match” a cura di Gianmarco Cesario, un format che consente al pubblico di ogni età e formazione di approfondire opere e autori col meccanismo della gara.

 

 

 

 

 

 

 

 

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