“Sound of metal” agli Oscar 2021

“Sound of metal” agli Oscar 2021

L’esordio alla regia di Darius Marder, “Sound of metal”, è un film che parla di disabilità e della crisi esistenziale attraverso cui passa un giovane batterista, interpretato da Riz Ahmed, alla notizia che sta perdendo per sempre l’udito. La pellicola, presentata per la prima volta al Toronto International Film Festival, è ora nominata a 6 premi Oscar, tra cui quello al miglior film.

Ruben e la sua ragazza Lou, interpretata da Olivia Cooke, sono una coppia di musicisti metal che gira l’America in camper per fare concerti. Poco prima di un concerto Ruben, che è stato un eroinomane, nota di star progressivamente perdendo l’udito. Da questo momento comincia per lui un percorso di accettazione della sordità in un rifugio per tossicodipendenti sordi, in cui con l’aiuto di Joe, ottimamente interpretato da Paul Raci, cercherà di imparare a vivere da sordo, senza sfuggire la sua condizione. Ma ciò non gli basterà e il desiderio di tornare alla vita precedente prenderà il sopravvento.

“Sound of metal” è un film che fa dell’empatia la sua chiave di volta. Il lavoro del regista, dei tecnici e degli attori è diretto interamente a cercare di far “sentire” la condizione di Ruben, di far vivere allo spettatore ciò che il protagonista sta vivendo. Il sonoro la fa dunque da padrone, e sono moltissime le occasioni in cui il suono è confuso, gracchiante, metallico o addirittura assente: lo spettatore sente ciò che Ruben sente, capisce la sua sensazione di impotenza, la sua sofferenza. Il lavoro del regista in questo senso è notevole, e ha anche la fortuna di avere come protagonista un Riz Ahmed in stato di grazia.

sordità, batterista, L’interpretazione della star di “The night of” è eccelsa, e lo lancia senza dubbio tra i migliori attori della sua generazione. Il lavoro che fa per interpretare Ruben è incredibile dal primo all’ultimo momento, dall’euforia dei concerti con Lou fino ai momenti più cupi del suo percorso di accettazione. E forse proprio il momento centrale del film, che tratteggia questo percorso, è quello meglio riuscito: convivono lì due Ruben, uno che sta imparando a vivere da sordo, rendendosi conto delle possibilità che la sua condizione gli apre e conoscendo delle persone che può aiutare e da cui può essere aiutato; l’altro legato alla vita precedente, legato a Lou, alla musica e a tutto ciò che la sordità gli ha tolto. Questa scissione, questa frattura che è il cuore della crisi esistenziale che il film racconta è magistralmente resa da Ahmed, e ben scritta dal regista Marder e da suo fratello e co-sceneggiatore Abraham Marder.

Ciò che forse è narrativamente abbastanza raro ma che nella dinamica del film funziona è il terzo atto, in cui Ruben sceglie di tornare alla vita precedente, provando a riacquisire l’udito e dunque rendendo vano tutto il percorso fin lì fatto. Questo non fa altro però che mettere in luce il realismo della storia raccontata dal film, e che non cessa mai di essere credibile. “Sound of metal” con un impianto minimale, ma molto ricercato, riesce a raggiungere il suo obiettivo, a rendere lo spettatore partecipe del dramma e della vita di Ruben in ogni momento.

Il film è stato distribuito su Amazon Prime Video.

 

                                                                                                                                         Angelo Matteo

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