Su Rai 5 “Opera” di Roberto De Simone

Su Rai 5 “Opera” di Roberto De Simone

Il desiderio e l’intenzione era di metterla in scena dal vivo sul palcoscenico del Teatro Trianon-Viviani a Natale scorso. Ma, causa pandemia, non è stato possibile. Così il nuovo lavoro di Roberto De Simone Opera, sarà trasmesso da Rai 5 il 30 aprile 2021 alle ore 18.

Si tratta di un connubio tra musica, pupi, sceneggiata e Belcanto per una rivisitazione della nota “Cantata dei pastori” di Andrea Perrucci. In collaborazione con Davide Iodice e con Claudia De Toma, che ha curato la regia televisiva, lo spettacolo “intende essere – chiarisce il Maestro – una esplorazione storica e antropologica sulla religiosità napoletana sia a livello colto gesuitico, sia a livello popolare”. Non sarà filologica, per il modificarsi dei riti nei secoli, “la mia riscrittura di brani dell’opera si vale di una trasposizione con l’Ipa (International phonetic alphabet, cioè l’Alfabeto fonetico internazionale) del testo perrucciano, secondo la storica pronuncia orale dell’italiano da parte degli attori di tradizione napoletana, rendendone quasi incomprensibile il significato verbale, come si addice a un testo sacro”.

Mantenendo l’ironia (“senza ironia – dice De Simone – non si fa cultura”), non vedrà in scena Sarchiapone, bensì il significato della sua figura. Sarà un saltimbanco metastorico

Una lezione di teatro quella offerta dall’illustre maestro partenopeo, una lezione per addetti ai lavori e non solo. Si fa teatro con l’immaginazione, la fantasia, il sogno. “Il pubblico oggi è troppo abituato alla tecnologia, che uccide l’immaginario, siamo invasi dal finto naturalismo.- dichiara – In teatro occorre artificio e altissima professionalità”.

La regia è infatti televisiva, quella della rappresentazione teatrale dal vivo, ci si augura per il prossimo Natale, sarà un’altra.

Opera è uno scrigno di artigianato, – spiega Davide Iodice – un insieme di visioni, memorie e insegnamenti: un atto pedagogico”. Un lavoro perfettamente nelle corde del regista che in questo caso mette insieme musica e teatro, “gli attori che restituiscono la sacralità popolare, sono i nostri ‘santi’”, afferma.

Personaggi e interpreti
: Maria Vergine Michele Imparato, Giuseppe Pino Mauro, Belfegor Rosario Toscano, Gabriello Arcangelo Veronica D’Elia, Armenzio Antonio Buonomo, Benino Luca Lubrano, Razzullo Oscar Di Maio, Ruscellio Biagio Musella.

Sarchiapone (foto di Chicca Ruocco) 

Le musiche sono composte da celebri arie, interpretate dal soprano Maria Grazia Schiavo, di Giordano, Pergolesi, Cimarosa, Mozart, Broschi, Vinci, Bellini, con un brano finale dello stesso De Simone, eseguite dai solisti dell’orchestra la Nuova Polifonia diretti da Alessandro De Simone. Sottolineeranno le vicende e le azioni del Diavolo, della sacra coppia, della nascita di Gesù.

Le scenografie sono firmate da Gennaro Vallifuoco, con scene dipinte da Raffaele De Maio. I costumi sono curati da Giusi Giustino. Le luci da Gianluca Sacco. Maestro addetto alla produzione musicale Elsa Evangelista. Le trascrizioni e le elaborazioni musicali sono di Roberto De Simone e Alessandro De Simone. Pupazzi di Flavia D’Aiello.

Alla fine – conclude l’autore – spero di avere coniugato poeticamente – conclude Roberto De Simone –Storia e metastoria, scrittura e oralità, religiosità ufficiale e cristianesimo popolare, ricchezza della tradizione e degradato vuoto della contemporaneità teatrale, musicale e cinematografica; tuttavia, le musiche e le immagini televisive del presente melodramma vanno considerate come allegorie medievali e metafore multisignificanti”.

 

 

Proprio Razzullo spiega la particolarità di quest’Opera al tempo del covid-19:

«Ma mo, nfine arrivate, / a lu Trianon chiammate / pe’ misteriose vie / a recitare da nu munno a n’ato / sta Cantata / cu nu pubbrico assente in pandemia / senza siŝchi e senza sbattute ‘e mano / senza chi ce sente o ce vere / alla cecata, / cunzideranno chest’esibbizione / na partita a tressette cu lu muorto, / n’incontro ‘e boxe / senz’avversarie / addo chiavammo punie rint’a ll’aria / fino a mettere nderra / kappa-o l’avversario / cuntanno la vittoria».

 

 

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