Teatro, arte e letteratura al CTF

Teatro, arte e letteratura al CTF

Al Teatro Naturale di Pietrelcina, per il Campania Teatro Festival, Paolo Coletta dirige in prima assoluta, il 16 giugno 2021 alle ore 21, Mio figlio sa chi sono con Gea Martire. L’artista, che ha scritto il testo con Silvana Totàro, è regista e autore delle musiche, mette in scena una storia di famiglia. La scena è ambientata nell’interno disabitato di un appartamento alto-borghese. A tre giorni dalla morte del figlio avvenuta proprio in quella casa, Nicole torna per incontrare Vincent, l’amico di una vita svanito nel nulla dalla tragica scomparsa del ragazzo. L’uomo tarda ad arrivare, così dalle stanze vuote riaffiora il ricordo di una vita. Come in un gioco di matrioske, la verità dei fatti accaduti la notte di tre giorni prima si dipana insieme al disvelamento della storia di Nicole e di Vincent. Ma chi è davvero Vincent? E perché non si presenta? Mescolando passato, presente e futuro, Nicole ricompone i pezzi del puzzle, in una sequenza parallela al racconto fondativo della civiltà occidentale – quello della Sacra Famiglia – praticandone una sua personale riscrittura eretica.

A Capodimonte, principale palcoscenico napoletano della manifestazione, debutto assoluto, nel Casino della Regina del Museo e Real Bosco di Capodimonte, alle 21, anche per “Il secondo figlio”, scritto e diretto da Gianni Spezzano, con l’aiuto alla regia di Adriana Mazzei. Gennaro Di Colandrea, Giuseppe Gaudino e Adriano Pantaleo sono i protagonisti di uno spettacolo che cerca di capire se e in che modo la storia familiare condizioni il destino individuale: un sacrificio quasi messianico, quello di Dodi, il secondo di tre fratelli e motore della storia, diventa un atto di fiducia verso il futuro incerto e nebbioso dell’esistenza e sulla possibilità di una vita che vada oltre la morte.

Lara Sansone porta invece in scena, in prima assoluta, alle 21 nel Cortile della Reggia di Capodimonte, Diva, spettacolo ispirato alle lettere di Liliana Castagnola, scritto da Corrado Ardone. Sul palco con lei, Gino De Luca, Massimo Peluso, Giorgio Pinto, Ruben Rigillo, Ingrid Sansone e Ivano Schiavi ricostruiscono la vita di artista e di donna della Castagnola, diva del Cafè Chantant, il cui amore più grande fu quello per un giovane Antonio de Curtis, in arte Totò. L’indagine condotta ad opera di un maresciallo, ne disegnerà – attraverso le testimonianze di quanti ebbero modo di frequentarla – un profilo basato su cenni storici e cronache del periodo. Lo spettacolo, focalizzato sulla figura della Castagnola, è allo stesso tempo uno sguardo diverso sul Totò uomo, artista ancora agli albori della carriera, che sarebbe poi diventato un’icona assoluta.

Alle 18, un nuovo appuntamento a Capodimonte: RistoriAMOci con l’Arte, progetto a cura di Antonella Ippolito, con Davide Paciolla e Francesca Morgante, che, attraverso piccole ed estemporanee improvvisazioni, «vuole andare incontro al senso di isolamento e di vuoto generato dal Covid19, grazie al potere taumaturgico del teatro, della musica e della danza – spiega l’ideatrice – ricordando sempre che non può esserci guarigione del corpo senza quella dell’anima».

Al via anche (fino al 9 luglio) nel Giardino dei Principi, il ciclo di incontri aperti al pubblico sui nuovi scenari della cultura: a confronto artisti, esponenti del mondo accademico, delle istituzioni e del sociale.

La sezione Letteratura, invece, prosegue con i versi del poeta Giuseppe Conte, mentre, per la sezione Osservatorio, debutta Il mio nome è Cassandra di e con Federica Bognet. Ore 22,30.

 

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