Un casalingo disperato

Un casalingo disperato

SU SKY CINEMA L’AMORE VA IN SCENA TRA I FUMETTI

Il cinema italiano ama sempre più i fumetti, è chiaro ormai, e non si tratta di cinecomics, kolossal all’americana o franchising rinomati. Storie di fumettisti, ambientate in smart working tra le penne e i colori su scrivanie di coppia, disegni nostalgici che diventano pietre miliari del racconto come in “Supereroi” di Paolo Genovese, uscito prima di Natale in sala. Se nel film appena citato con Alessandro Borghi l’artista è Jasmine Trinca, in “Notti in bianco e baci e colazione”, tratto dal romanzo autobiografico di Matteo Bussola, disponibile su Sky Cinema e in streaming su NOW dal 19 gennaio 2022, Alessio Vassallo è invece il disegnatore di fumetti coi superpoteri da papà, organizzatissimo ed efficiente e perciò ammirato e ambito dalle altre mamme di scuola.

La locandina del film

La strada di Matteo, protagonista del film diretto dall’attore regista Francesco Mandelli e scritto insieme a Salvatore De Mola, prenderà una piega inaspettata, iniziando però da quell’SOS sull’orologio digitale – altro non è che l’orario consueto di sveglia, le 5.05 appunto – che ricorda quasi l’incipit di “American Beauty”. A differenza però della routine mattutina di Lester Burnham, alias Kevin Spacey, Matteo non è più un impiegato d’ufficio, lavoro lasciato molto tempo fa per trasferirsi in una casa di campagna sul Lago di Bracciano con tre cani e tre figlie. Il suggerimento veniva dalla compagna Paola, scrittrice “notturna” di romanzi thriller e sceneggiature (interpretata da Ilaria Spada), anche lei ingrigita dopo dieci anni di convivenza e famiglia, alle prese col blocco dello scrittore e con un nuovo amico, che metterà leggermente in crisi il suo rapporto con Matteo. All’impiego comunale di Matteo è subentrato quello di papà a tempo pieno mascherato da part-time, sempre pronto a preparare colazioni, pranzi e cene per la sua tribù di bambine, come in una vera e propria campagna militare, nonché ad accompagnarle a scuola, feste e a occuparsi della casa (comica la rinuncia quotidiana al pulmino).

Un casalingo disperato, un mammo che ha rinunciato da un bel po’ ai suoi sogni nel cassetto, salvo rispuntare all’alba su carta nella forma di bozze e pagine prese in considerazione da una casa editrice francese. La trasferta a Parigi da momentanea potrebbe allungarsi fino a 6 mesi e per lui sarà quello il momento delle scelte difficili, passeggiando lungo la Senna con una vecchia collega o correndo per Montmartre.

Francesco Mandelli firma una regia leggera, briosa e ironica, ma non priva di slabbrature e di qualche incertezza, come per la sceneggiatura del resto, e regala al pubblico il ritratto di un’ora e mezza dei quarantenni precari, genitori con rate del mutuo da pagare, senza prospettive solide, concrete di lavoro stabile e – figuriamoci – di pensione e contributi versati. Nel film di Genovese nominato all’inizio il passaggio del tempo era l’ossessione principale, mentre qui ne vediamo gli effetti a lungo termine e quel sano rimettersi in discussione per affrontare le sfide della vita senza rimpianti.

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