Un libro per Raimondo di Sangro

Un libro per Raimondo di Sangro

Aspirava all’immortalità il Principe Raimondo di Sangro, intellettuale controverso dell’Illuminismo europeo, che ancora affascina. Esce in libreria la più completa raccolta di fonti e notizie sul principe, in occasione del 250° anniversario della sua morte. Nulla di scontato – promettono gli autori – ma notizie e documenti frutto di un’accurata ricerca. Raimondo di Sangro. Cronaca di vita e opere, a cura di Fabrizio Masucci e Leen Spruit, Edizioni Alós, sarà presentato martedì 8 giugno 2021, alle ore 18, presso l’Archivio di Stato di Napoli – Sala Filangieri. Parteciperanno Candida Carrino, Mario Ajello e Francesco Paolo de Ceglia, letture di Carlo Cerciello e Imma Villa.

Il libro, che segue una struttura cronologica, presenta dati poco o molto noti, altri in parte finora del tutto sconosciuti, riguardanti vari aspetti della vita di Raimondo di Sangro: dalla sua formazione giovanile alle onorificenze ricevute e alle cariche ricoperte, dalle opere letterarie alle ricerche scientifiche, dall’esperienza massonica ai conflitti con le autorità ecclesiastiche, dai rapporti con accademie e intellettuali a quelli con la Corte borbonica, dai lavori di ristrutturazione e decorazione della Cappella Sansevero a quelli nel palazzo gentilizio, dai casi familiari alle tante questioni di natura finanziaria.

La copertina del libro

Una ricca Appendice raccoglie tre lettere scritte di suo pugno (a Benedetto XIV, a Carlo di Borbone e a don Marino Migliarese), seguite dalle epistole dedicatorie al principe pubblicate nelle opere a stampa del Settecento. L’Appendice include inoltre la ricostruzione analitica del catalogo della biblioteca di Raimondo di Sangro e il censimento delle edizioni settecentesche delle sue opere a stampa conservate in biblioteche pubbliche italiane ed estere.

Questa l’epigrafe sulla lapide: “Ne ulla sit aetas immemor”, ossia “Affinché nessuna epoca, nessuna generazione se ne dimentichi”. Un desiderio che è stato esaudito soprattutto grazie al suo genio e alla sua tenacia di mecenate delle arti, ma anche grazie al suo protagonismo e all’aura di mistero che egli stesso contribuì a creare attorno alla propria figura.

 

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